Mileti assolto, si sgonfia l’inchiesta sulle Asl

29 Giugno 2016

Il pm aveva chiesto 4 anni per l’ex assessore accusato di millantato credito Assoluzione anche per l’imprenditore D’Alesio e il funzionario Mancinelli

PESCARA. «Ho vissuto un periodo davvero difficile, è stato mortificante farsi 3 giorni di carcere, essere sottoposto a 4 mesi con obbligo di firma, trattato come un delinquente comune e a 3 mesi di arresti domiciliari, con 4 controlli nel cuore della notte, che ha sconvolto l'esistenza di una famiglia intera». E' provato, ma allo stesso tempo anche sollevato, l'ex assessore regionale Italo Mileti, che ieri pomeriggio ha incassato dal Tribunale collegiale di Pescara l'assoluzione piena nell'ambito del processo sull'operazione di affidamento del brokeraggio delle Asl abruzzesi e sulle presunte interferenze esercitate in merito alla compravendita di un terreno, sul quale la Asl aquilana avrebbe dovuto trasferire i nuovi uffici amministrativi. Assoluzione piena anche per gli altri due imputati: l'ex amministratore della Fira servizi, l'imprenditore Claudio D’Alesio, e l'ex funzionario regionale, Enzo Mancinelli. Il pm Gennaro Varone aveva chiesto quattro anni di reclusione ciascuno per Mileti e D'Alesio, accusati di millantato credito, e tre anni di reclusione per Mancinelli, accusato di corruzione. I fatti risalgono al 2009 e hanno dato il via alla prima inchiesta sugli appalti post-ricostruzione all'Aquila. La decisione del tribunale, presieduto dal giudice Rosanna Villani, è arrivata poco dopo la conclusione delle arringhe difensive dei legali di Mileti e Mancinelli. «Le accuse di millantato credito», ha detto in aula l'avvocato Casini, difensore dell'ex assessore, «non si incastrano con quanto emerso nel corso del dibattimento, in quanto non c'è né il credito da millantare né la millanteria da parte di Mileti». L'avvocato Giuliano Milia, legale dell'ex funzionario, ha osservato: «I quattro imputati che l'accusa ha indicato come corruttori sono già stati assolti e dunque non può esserci un corrotto senza i corruttori». Secondo Milia, inoltre, «anche nel merito i fatti contestati a Mancinelli risultano inconsistenti». Secondo l’accusa, smentita dalla sentenza del tribunale, Mancinelli avrebbe avuto un ruolo centrale nell’operazione per l’affidamento del brokeraggio delle Asl abruzzesi. L’ex funzionario regionale avrebbe fatto in modo che l’appalto fosse aggiudicato alla Mediass Spa, che aveva presentato ricorso contro l’aggiudicazione provvisoria all’Ati Marsh Spa, vincitrice della gara. D’Alesio e Mileti, come contropartita per l’aggiudicazione dell’appalto, sempre secondo Varone, avrebbero fatto assumere, per un anno, la figlia di Mancinelli nello studio dell’avvocato Giuseppe Cichella a Roma. Inoltre, sempre secondo la ricostruzione del pm, D’Alesio e Mileti si sarebbero adoperati presso esponenti della pubblica amministrazione, affinché si concretizzasse l'affare legato all'acquisto di un terreno da 7 mila quadrati, mediante l'impiego di una parte dei 47 milioni di euro ricevuti dalla Asl a titolo di risarcimento assicurativo per i danni del terremoto. Su quel terreno la Asl aquilana avrebbe dovuto trasferire i nuovi uffici amministrativi, dopo che i vecchi erano stati distrutti dal sisma. Commenta Mileti: «Sono un generale in pensione, sono stato vice presidente e assessore regionale, sono stato assessore al Comune di Pescara, non posseggo un metro quadro in città e non ho mai commesso nulla di illecito. Adesso vorrei ascoltare cosa dice chi ha parlato di me come di una persona al centro di scenari inquietanti». «Sono soddisfatto», commenta Mancinelli, «per l'esito di una vicenda che mi ha visto coinvolto in merito a fatti che non ho mai commesso».

Marianna Ventura

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