Morandi: il piano tutela i piccoli comuni montani

PESCARA. Il prossimo 13 aprile con ogni probabilità Poste Italiane procederà alla chiusura di 19 uffici postali nelle quattro provincie abruzzesi, tra le quali la più colpita è quella di Teramo con...
PESCARA. Il prossimo 13 aprile con ogni probabilità Poste Italiane procederà alla chiusura di 19 uffici postali nelle quattro provincie abruzzesi, tra le quali la più colpita è quella di Teramo con sette chiusure. Seguono poi le cinque chiusure nell'Aquilano, tre nella provincia di Chieti e due a Pescara. Stando a quanto dichiarato, questo piano di rimodulazione degli uffici postali è stato predisposto per adeguare l’offerta all’effettiva domanda sul territorio, tenendo fermo il principio «della centralità del cittadino e della massima attenzione alle sue esigenze», principio che l'azienda si propone di rispettare sempre di più grazie alla diffusione su tutto il territorio regionale del nuovo “postino telematico”. «In Abruzzo» spiega Tiziana Morandi, responsabile dell’Area Centro che comprende oltre alla nostra regione anche Lazio e Sardegna «gli interventi previsti dal piano di rimodulazione manterranno la presenza capillare di Poste Italiane sul territorio, confermando la vocazione sociale dell’azienda e puntando parallelamente a migliorare i servizi di rete con l’obiettivo di garantire un servizio complessivo sempre più efficiente e coerente con la domanda dei cittadini. Gli interventi di chiusura infatti» prosegue la Morandi, «interesseranno 19 uffici postali su un totale di 479, mentre per altri 35 uffici il piano prevede soltanto una razionalizzazione dell’orario e pertanto resteranno disponibili a giorni alterni, conservando l’intera offerta di servizi e prodotti per la clientela». Il piano di riordino, precisano da Poste Italiane, è stato definito in conformità con il vigente Contratto di Programma e con la normativa che stabilisce particolari garanzie per i comuni caratterizzati da scarsa densità abitativa, da una natura prevalentemente montana del territorio, con divieto di chiusura di uffici postali situati in comuni rurali che rientrano nei comuni montani ma con esclusione di quelli nei quali siano presenti più di due uffici postali e il rapporto abitanti per ufficio postale sia inferiore a 800, e per i comuni delle isole minori in cui sia presente un unico presidio postale. «Tutto il personale degli uffici postali inclusi nel piano di rimodulazione» continua Tiziana Morandi «verrà opportunamente collocato in altre sedi del medesimo ambito territoriale, assumendo compiti coerenti alle proprie competenze. È importante precisare inoltre» conclude la responsabile di Poste per l'Abruzzo «che per i dipendenti ricollocati saranno studiati specifici programmi di formazione e valorizzazione al fine di garantire un percorso di crescita professionale, mantenendo inalterato il numero dei posti di lavoro». (g.d’o.)
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