Morta l’orsetta Morena Era il simbolo del Parco

23 Luglio 2016

Uccisa da altri animali o da un bracconiere? L’ultimo avvistamento il 15 luglio Il direttore Febbo: «Non escludiamo alcuna ipotesi, ma c’è tanta delusione»

SCANNO. Aveva appena quattro mesi quando era rimasta senza madre. Per una settimana, da orfana, aveva vagabondato nei boschi di Villavallelonga, fino a quando un automobilista l’aveva trovata. Le era stato messo il nome di Morena, una giovane della Marsica scomparsa troppo presto, ed era stata affidata alle cure del Parco nazionale. La scorsa primavera era tornata libera, simbolo di un miracolo compiuto dall’uomo che ama la natura. Ma il lieto fine in questa storia non ci sarà. L’orsa Morena è morta. Aveva poco più di un anno e pesava 40 chili. Ciò che resta della sua carcassa è stato trovato sulle montagne di Scanno. Dai primi rilievi, considerate le condizioni del corpo dell’animale, non è stato possibile stabilire le cause della morte. Ma sarebbe da escludere l’opera di un bracconiere o di un allevatore che ha cosparso la zona di bocconi avvelenati. Più facile ipotizzare l’aggressione di un altro orso o di un branco di lupi, se non addirittura una morte per malattia.

INDAGINI ED ESAMI. L’esame esterno della carcassa da parte del veterinario del Parco, Leonardo Gentile, non ha consentito di fare chiarezza, anche a causa della rapida decomposizione, accelerata dalle temperature elevate di questi giorni. I Guardiaparco hanno provveduto al sequestro della carcassa e ai rilievi di polizia giudiziaria. Un’informativa sarà presentata alla Procura di Sulmona, mentre la carcassa verrà inviata all’Istituto zooprofilattico di Grosseto per gli esami.

NON TUTTO HA FUNZIONATO. Il segnale di mortalità, che avrebbe dovuto inviare il collare satellitare, non ha funzionato nelle modalità programmate e non ha permesso il recupero tempestivo della carcassa. Dai controlli telemetrici, effettuati domenica 17 dai Guardiaparco, non c’erano anomalie.

L’ULTIMO AVVISTAMENTO. Risale a venerdì 15 luglio (come dimostra anche una foto) ed è stato compiuto dal personale del Parco, nel corso di sopralluoghi finalizzati alla ricerca degli escrementi e a valutare le condizioni di Morena. «Risultava in buona salute», afferma Dario Febbo, direttore del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise.

NUOVE PERLUSTRAZIONI. Da ieri sono in corso perlustrazioni della zone frequentate da Morena alla ricerca di indizi che possano essere utili a individuare le cause del decesso.

VERITÀ ENTRO UN MESE. «Siamo addolorati», continua Febbo, «ma la possibilità che l’orsetta non ce la potesse fare è sempre stata una costante di questo complesso progetto, testato per la prima volta dal Parco. Le diverse fasi, andate sempre bene, e le reazioni più che positive di Morena, anche in questo periodo in cui ha vissuto libera in natura, ci avevano lasciato ben sperare nel lieto fine. Pur avendo sempre messo in conto questa possibilità, visto che la natura è selettiva, oggi non possiamo fare a meno di provare un profondo senso di delusione. Le cause? Non voglio sbilanciarmi e non c’è nulla da escludere. Il ritrovamento è avvenuto in una zona di alta montagna, difficilmente raggiungibile dall’uomo. I risultati degli esami non si conosceranno prima di un mese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA