Mr. Micoperi mette radici: voglio sognare insieme a voi

Gli investimenti dell’ad Silvio Bartolotti a Ortona: pale eoliche offshore, laboratori di ricerca sulle microalghe, un Centro di medicina iperbarica e formazione per il Nautico
ORTONA. Uno sviluppo alternativo per la città di San Tommaso, come è alternativa la mentalità di Silvio Bartolotti che dagli anni Novanta ha raccontato il suo sogno partito con l'acquisizione di una decotta Micoperi fino a farla diventare un gruppo da 1800 dipendenti e 600milioni di fatturato. «Mi piace sognare, ma con me voglio che ci siano tutti perché i sogni diventino la nostra vita, che va alimentata con l'amore e la passione», esordisce nell’appuntamento al Teatro Tosti organizzato dal Rotary e aperto per l’occasione alle scuole superiori.
Idee nuove, oltre il concetto di "innovazione" . Basti pensare che per Ortona sono in serbo laboratori di ricerca sulle alghe marine monocellulari per un'agricoltura sostenibile, un Centro di medicina iperbarica e un'avventura ancora basata sul mare e dai contorni giganteschi come solo una pala eolica off-shore può esserlo: un progetto che prende forma nel cantiere portuale dell'azienda che a Ortona ha messo le sue radici operative (trasferendole da Ravenna) nell’ex direzione Eni, in contrada Sant'Elena. Una cittadella su modello dei campus Usa, che ospita laboratori, asset produttivi, direzioni aziendali del gruppo e accoglie ricercatori italiani al rientro da esperienze all'estero.
Realtà, più che annunci, descritte dal capitano d'industria romagnolo in una cavalcata avvincente e che ha mantenuto la promessa del titolo, "Dalla Costa Concordia al mercato mondiale, storia di un'eccellenza italiana", scelto dal presidente Rotary Giuseppe Ranalli, anche in veste di vice presidente della sezione trasporti di Confindustria Chieti-Pescara.
Apertura con il sindaco Enzo D'Ottavio e il sottosegretario alla Presidenza della giunta regionale Camillo D'Alessandro. «Diteci che cosa intendete fare e avrete il nostro sì», è l’invito che quest’ultimo rivolge a Bartolotti. E lui, ad della Micoperi, non si lascia sfuggire l’occasione: «In Italia dobbiamo finirla con il mondo di Schettino (metafora basata sulla vicenda Costa Concordia, ndc), inteso come professionalità inadatte ai compiti complessi che l'economia pone a chiunque voglia entrarne da protagonista». E' quindi entrata in scena la Blue Growth, spin-off Micoperi, start up che produrrà molecole naturali dalle microalghe. «Un approccio naturale a alto contenuto scientifico per l'agricoltura», spiega il direttore Guido Emiliani. «Contiamo», riprende Bartolotti, «di ridurre l'inquinamento da metalli pesanti e in particolare da rame, il maggiore indiziato dell'alterazione degli equilibri in tutti i mari del mondo». Dalle alghe monocellulari alla medicina iperbarica con futura base a Ortona il passo è breve: «Nelle camere iperbariche si possono curare innumerevoli malattie, ma a patto che le molecole usate siano naturali, e non sintetiche. Le nostre deriveranno appunto dalle microscopiche alghe». E poi il progetto scuola-lavoro da realizzare con l’Istituto nautico Acciaiuoli: «Datemi la possibilità di lavorare con voi, offro la possibilità di formare gli studenti sulle mie navi, nei miei uffici».
Ascolta entusiasta anche il presidente di Confindustria Gennaro Zecca. Poco prima aveva consegnato agli studenti una riflessione: «Non esiste territorio senza imprese». E aggiunto: «La politica deve dare regole chiare, qui le regole vengono scritte e non portate avanti». Riuscirà l’entusiasmo di Bartolotti a contagiare l’Abruzzo?
©RIPRODUZIONE RISERVATA

