Nessun taglio (per ora) ai dodici punti nascita

15 Ottobre 2014

L’assessore Paolucci annuncia un tavolo tecnico per la riorganizzazione Il consiglio regionale approva il documento di Forza Italia contro le chiusure

L’AQUILA. «I punti nascita non chiuderanno», almeno per ora. L’assessore alla sanità Silvio Paolucci ha rassicurato ieri i colleghi consiglieri regionali che all’unanimità hanno approvato la risoluzione presentata da Forza Italia contro la paventata smobilitazione di tre o quattro Punti nascita (Ortona, Atri, penne, Sulmona). Ma l’assessore non ha escluso un provvedimento di riordino, anzi. Perché è questa una delle condizioni che Roma chiede all’Abruzzo per uscire dal commissariamento della sanità (un’altra è la compartecipazione della riabilitazione appena varata).

«Nella bozza del Patto della salute approvata dalla conferenza Stato-Regioni e nel decreto sui nuovi standard della rete ospedaliera», ha spiegato Paolucci, « il punto nascita non è previsto come obbligo neanche nei presidi ospedalieri con bacino di utenza da 150mila a 300.000 abitanti. Il decreto inoltre», ha rimarcato Paolucci, «è vincolante per le Regioni in piano di rientro». Ed è per questo, che «una delle ragioni fondamentali per sostenere l’uscita dal commissariamento è di arrivare a un confronto sull’applicazione di questo decreto da autonomi e non da commssariati, altrimenti larga parte dei temi legati agli adempimenti sfuggiranno alla discussione». Paolucci ha poi ricordato all’opposizione che lo stesso tavolo tecnico istituito dal precedente commissario ad acta Gianni Chiodi aveva stabilito la chiusura di tre punti nascita a Ortona, Atri e Penne. «Dopo due anni e mezzo», ha aggiunto l’assessore, «il quadro è diverso, occorre quindi rinominare un tavolo tecnico» e nel frattempo sanare alcune insufficienze, come il trasporto d’emergenza neonatale. Quindi, ha concluso l’assessore, «nessuna chiusura imminente, ma riorganizzazione dei punti nascita, investendo in sicurezza su quelli che resteranno, per rispetto di chi dovrà nascere in questa regione».

Nella risoluzione approvata dal consiglio, si chiede un ripensamento alla chiusura dei punti nascita con meno di 500 parti l'anno, come deciso dal decreto Fazio. Nel documento si chiede anche di «valutare eventuali deroghe al principio del Piano Fazio».

«Grazie alla nostra risoluzione approvata all'unanimità in Consiglio regionale» hanno dichiarato i consiglieri di Forza Italia, «abbiamo dato un contributo decisivo per scongiurare la chiusura dei punti nascita abruzzesi». Con il documento si chiede al Presidente della Regione e commissario ad acta della Sanità, l'attivazione di un tavolo istituzionale per uno studio più approfondito dell'intera rete neonatale prima della decisione di chiusura di qualunque punto nascita. «Esprimo soddisfazione per il voto all'unanimità espresso in consiglio regionale», ha detto Andrea Gerosolimo, sulmonese, consigliere regionale di Abruzzo civico, «la minoranza ha portato in aula una risoluzione e, vista l'importanza dell'argomento, ho ritenuto opportuno far sospendere la seduta così che, l'intera assise, potesse condividere il documento improntato all'interesse di ben 4 comunità della nostra regione».