Niente voli cinesi in Abruzzo

Ma dall’aeroporto di Pescara sono raddoppiate le rotte per Milano
PESCARA. Si sblocca l’accordo tra Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, e l’omologa cinese, la Caac (Civil Aviation Administration of China), per aumentare, in vista dell’Expo di Milano, le tratte tra i due paesi, portandole a 49 per parte; ma l’Abruzzo, e dunque l’aeroporto d’Abruzzo, non sarà tra le dieci regioni che potranno beneficiare della stipula, la quale incrementerà il numero dei turisti orientali che transiteranno in Italia quest'anno. Già, poiché ad essere coinvolti saranno i maggiori dieci scali italiani, molto probabilmente. E l’Abruzzo, in graduatoria, risulta essere al venticinquesimo posto su scala nazionale. «Sì», spiega Piero Righi, direttore della Saga, la società che gestisce l’Aeroporto d’Abruzzo. «L’accordo stipulato a Pechino riguarda i diritti di traffico, e, in quanto tale, non riguarda l’Unione europea ma rientra nell’ambito degli accordi bilaterali tra paesi extracomunitari. Ora non conosco nel dettaglio gli accordi presi tra Enac e Caac», precisa Righi, il quale ricorda che nell’Ue gli accordi sui diritti di traffico non sono contemplati, poiché vige la liberalizzazione, «ma non credo che l’Abruzzo rientri tra le dieci regioni, per le quali la scelta sarà presa a livello nazionale». Tuttavia, negli ultimi tempi, anche in vista dell’Esposizione universale meneghina, per incrementare il traffico dei passeggeri da e per Milano lo scalo aereo pescarese non è rimasto con le mani in mano. «Nell’ottobre scorso», ha messo in rilievo il direttore della Saga, «Alitalia ha raddoppiati i voli per Milano, portandoli da uno a due al giorno.
Vito de Luca
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