«No al parco della costa, sì al parco marino»

23 Maggio 2015

LANCIANO. «L'unica possibilità giuridica per impedire ulteriori installazioni di ricerca ed estrazione petrolifere in mare è la trasformazione del Parco nazionale della Costa Teatina da terrestre a...

LANCIANO. «L'unica possibilità giuridica per impedire ulteriori installazioni di ricerca ed estrazione petrolifere in mare è la trasformazione del Parco nazionale della Costa Teatina da terrestre a Parco marino». È la proposta alternativa formalizzata al Governatore Luciano D'Alfonso dai sindaci costieri di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, di Torino di Sangro, Silvana Priori, e di Villalfonsina, Mimmo Budano. I sindaci hanno illustrato la loro proposta che prevede la concreta attuazione del “Sistema delle Aree Protette della Costa Teatina”, già istituito con la legge regionale n.5 del 2007, che ricomprende tutte le aree di valenza ambientale ed i Siti di Interesse Comunitario dei Comuni della Costa dei Trabocchi, nonché le aree del dismesso tracciato ex FF.SS., con una fascia di protezione di 150 metri a monte e a valle delle stesse, che le collegano funzionalmente e la conseguente trasformazione del Parco nazionale da terrestre a Parco marino.

«Così facendo» dicono i sindaci «il territorio costiero e le aree di pregio naturalistico conserveranno un inderogabile grado di protezione ambientale e paesaggistico senza incidere con ulteriori vincoli sui centri storici urbani. Saranno quindi i sindaci, quali rappresentanti dei cittadini perché democraticamente eletti, a gestire tali aree e si eviterà di creare quell'inutile baraccone burocratico qual è l'Ente parco, composto da funzionari nominati dai vari ministeri». «L'istituzione di un Parco marino - sottolineano» oltre a essere occasione per intervenire al risanamento dei fiumi e miglioramento della qualità delle acque, rappresenta l'unica concreta arma possibile contro le piattaforme petrolifere in mare»