«No all’elettrodotto» Orsogna rinuncia ai soldi di Terna

17 Settembre 2014

Dietrofront sulla compensazione ambientale può costituire un precedente nel fronte dei 13 comuni

ORSOGNA. Elettrodotto Villanova-Gissi, la giunta comunale di Orsogna fissa un importante precedente: avvia la procedura di annullamento del protocollo d’intesa con Abruzzoenergia. L’amministrazione comunale si schiera dalla parte dei suoi cittadini rinunciando alla compensazione ambientale di 60mila euro pattuita nel 2012 dalla precedente amministrazione. Una rinuncia che può aprire un nuovo fronte nelle proteste contro la realizzazione del progetto energetico.

L’elettrodotto, infrastruttura definita d’importanza nazionale, attraverserà sedici comuni: Cepagatti, Chieti, Casalincontrada, Bucchianico, Fara Filiorum Petri, Casacanditella, Filetto, Orsogna, Guardiagrele, Sant’Eusanio del Sangro, Castel Frentano, Lanciano, Paglieta, Atessa, Casalanguida, Gissi tra Villanova e Gissi, con una rete elettrica da 380mila volt in doppia terna, con tralicci alti fino a 75 metri.

Tutti i comuni tra il 2010 e 2012 hanno siglato i relativi protocolli d’intesa con Abruzzoenergia tranne Castel Frentano, Lanciano e Paglieta.

Secondo l’estensione del territorio attraversato dall’elettrodotto, le compensazioni vanno da un minimo di 60mila, per Orsogna, a un massimo di 900 mila per Atessa fino ad arrivare alla somma estrema di 7.300.000 euro per Cepagatti. Complessivamente Abruzzoenergia ha destinato per la compensazione ambientale 13.355.000 euro.

Nello scorso mese di maggio il perito Antonio Di Pasquale, con studio tecnico a Lama dei Peligni, ha inviato ai 13 comuni che avevano sottoscritto il protocollo d’intesa con Abruzzoenergia, la richiesta di annullamento in autotutela delle delibere di approvazione sollevando i seguenti motivi d’illegittimità: eccesso di potere, per insufficiente illogica motivazione e per sviamento.

Di Pasquale recentemente ha diffidato la Terna Rete Italia, e tutte le altre ditte alla stessa riconducibili, ad interrompere immediatamente i lavori di costruzione dell’elettrodotto Villanova-Gissi.

Inoltre ha chiesto di annullare gli atti di costituzione volontaria di servitù, che Terna sta stipulando con i proprietari dei terreni interessati al passaggio dell’elettrodotto perché, secondo Di Pasquale «viziati da dolo».

«Considerato l’ingente danno patrimoniale che la costruzione dell’infrastruttura arrecherà a tutti gli immobili che si troveranno entro i 500 metri dalle distanze di prima approssimazione (dpa)», afferma Di Pasquale, «ed i rilevanti rischi per la salute, a tutti coloro ai quali l’opera può arrecare pregiudizio, e considerato altresì che non sono state previste sufficienti misure per compensare tali danni, i provvedimenti appaiono carenti nelle motivazioni anche per la mancata comparazione di tutti gli interessi, pubblici e privati».

Altre richieste di annullamento delle delibere comunali di ratifica del protocollo d’intesa e/o della convenzione sono state poi ripresentate sottoscritte a mo’ di petizione popolare da più di 100 residenti di Casalincontrada, 100 di Fara Filiorum Petri, 105 di Casacanditella, 200 di Filetto, 400 di Atessa e 200 di Cepagatti (200); comuni dai quali adesso si aspetta la decisione se uniformarsi o no alla decisione di Orsogna.

Da rilevare che il 14 agosto scorso è stata anche approvata all’unanimità dal consiglio regionale la mozione – presentata dai consiglieri Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, di Abruzzo Civico – con la quale si chiede la sospensione degli espropri e il riesame del progetto con le popolazioni interessate dall’attraversamento dell’opera.

Matteo Del Nobile

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