«No alle trivelle» Si rafforza l’alleanza Regione-associazioni

PESCARA. Riparte la mobilitazione contro la petrolizzazione dell’Adriatico. Oggi a Pescara è in programma un convegno per ribadire il no alla «deriva petrolifera che il decreto cosiddetto “sblocca...
PESCARA. Riparte la mobilitazione contro la petrolizzazione dell’Adriatico. Oggi a Pescara è in programma un convegno per ribadire il no alla «deriva petrolifera che il decreto cosiddetto “sblocca Italia” vorrebbe imporre al territorio.
Legambiente, Greenpeace e Wwf, insieme all’assessorato all'Ambiente della Regione Abruzzo, hanno chiamato a raccolta gli amministratori locali, le forze produttive, le associazioni di categoria, i deputati e i senatori eletti in Abruzzo per ribadire e per far conoscere a tutti le ragioni degli abruzzesi, i tanti “sì” (dell'agricoltura di qualità, del turismo verde, della pesca responsabile, delle industrie rispettose dell’ambiente… ) che spiegano e richiedono con forza un deciso “no” alla minacciata deriva petrolifera dell'Italia e dell'Abruzzo in particolare. L'appuntamento è fissato per le ore 10.00 nella sala dei Marmi della Provincia di Pescara dove l'assessore all'Ambiente, Mario Mazzocca, esponenti nazionali delle tre associazioni ambientaliste e tantissimi protagonisti del territorio illustreranno il proprio punto di vista. Sono stati invitati a partecipare i sindaci della costa, tutti gli assessori e i consiglieri regionali, rappresentanti delle associazioni di categoria e produttive, la Chiesa e i parlamentari eletti nella regione. «Il nostro obiettivo» spiega Mazzocca «è mettere in campo tutte le azioni utili a tutelare il patrimonio ambientale della nostra regione. Come sul metanodotto della Snam, come su Ombrina, Elsa 2 o la stessa Bussi, abbiamo sempre agito, e intendiamo continuare a farlo, per difendere il nostro territorio e fare della sostenibilità ambientale il perno della nostra azione politica e amministrativa. E in questa ampia strategia intendiamo lavorare con le associazioni, le istituzioni, le parti sociali e tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia del territorio, consapevoli che si tratta di un patrimonio di grandissimo valore. Non possiamo consentire derive petrolifere che avrebbero ripercussioni gravissime e modificherebbero irrimediabilmente il volto dell'Abruzzo e le sue più autentiche e preziose vocazioni», ha concluso Mazzocca.

