No del governo alla legge anti-trivelle: è incostituzionale

5 Dicembre 2015

PESCARA. Era stato fatto passare come un tentativo e tale rischia di rimanere. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso di impegnare la legge regionale contro le trivelle ritenendola...

PESCARA. Era stato fatto passare come un tentativo e tale rischia di rimanere. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso di impegnare la legge regionale contro le trivelle ritenendola incostituzionale. In particolare il governo contesta al consiglio regionale di aver deliberato una legge su contenuti, come quelli dell’energia, che non sono di sua competenza .

La legge era stata varata poco prima che il ministero dello Sviloppo valutasse favorevolmente il progetto di Ombrina Mare 2 della Rockopper che prevede l’installazione di una piattaforma petrolifera in mare, a 6 km al largo dalla costa teatina dei trabocchi, per l’attività di estrazione.

Denominata “Provvedimenti urgenti per la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema della costa abruzzese”, reintroduce il divieto esteso alle 12 miglia per ricerca e coltivazione di idrocarburi,disponendo di fatto uno stop a Ombrina.

L'impugnativa alla Corte costituzionale, spiega in una nota Palazzo Chigi, è stata deliberata in quanto la legge invade materie di esclusiva competenza statale (articoli 3, 5, 97, 117, terzo comma, e 118 della Costituzione). Se il ricorso dovesse essere approvato, l’Abruzzo sarà privato della legge. «Renzi sta cercando in tutti i modi di impedire ai cittadini di esprimersi sull’estrazione petrolifera in mare prevista dallo Sblocca Italia», è il commento immediato del deputato Gianni Melilla (Sel). «L’unica strada per bloccare le trivellazioni è la legge di iniziativa regionale alle camere», aggiunge Sara Marcozzi (M5S), «questa legge è stata l’ennesimo palliativo mediatico». Plaude invece Confindustria: «Il Consiglio dei ministri pone all’attenzione della Corte costituzionale una violazione del diritto affinché con esso possano essere ripristinati anche il rispetto e la certezza delle regole proprie di una società civile».