No-triv contro l’Abruzzo “fossile”

17 Settembre 2014

I movimenti si mobilitano per evitare nuove trivellazioni

PESCARA. «Dobbiamo fermare il cosiddetto decreto “Sblocca Italia - Italia fossile”, vero e proprio scempio, mobilitandoci per il nostro mare e per la nostra terra». I comitati ambientalisti dell'Abruzzo lanciano un appello a tutta la comunità abruzzese, affinché «si mobiliti con tutte le sue forze e componenti per evitare che la Regione Verde d'Europa abbia per decenni un futuro nero petrolio», caratterizzato da «inquinamento, arretratezza e sottosviluppo». L'iniziativa, che prevede incontri pubblici, sit-in ed una petizione, è promossa dal Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, dal comitato NoTriv Abruzzo, dall'associazione Nuovo senso civico, dal Comitato gestione partecipata del territorio di Bomba, dai Comitati cittadini di salvaguardia dell'ambiente e da Zona ventidue San Vito. A presentarla sono stati Augusto De Sanctis e Renato di Nicola del Forum Acqua, Enzo Di Salvatore di NoTriv e Alessandro Lanci di Nuovo senso civico. «Nel decreto» hanno sottolineato gli ambientalisti «si fa esplicito riferimento all'applicazione concreta della Strategia Energetica Nazionale (Sen) che prevede la trasformazione dell'Abruzzo in un distretto minerario per gli idrocarburi. Il Governo condanna l'Abruzzo all'arretratezza connessa ad un'economia del passato, “fossile” appunto, lanciando la nostra Terra su un binario ormai morto dell'economia. Oggi, però, la nostra regione è su un altro percorso e, oltre ad aver puntato sui parchi, consuma il 60% dell'energia elettrica da fonti rinnovabili».