«Noi costruttori fermati da politica e Tar»

Al convegno dell’Ance Giovani Abruzzo i problemi dell’edilizia e i paradossi nei grandi cantieri
L’AQUILA. «Il nostro sistema imprenditoriale ha fatto scelte coraggiose. Ma lo stesso coraggio chiediamo alla classe politica, che deve decidere senza trincerarsi dietro atteggiamenti burocratici. E la ricostruzione ha bisogno di continuità nei finanziamenti». A parlare è Federico De Cesare, presidente Ance Giovani Abruzzo nel convegno di ieri sera all'Aquila che ha avuto per nodo conduttore "il coraggio di decidere".
Sul banco degli “accusati”, la burocrazia e la farraginosità delle procedure, nel settore privato come nel settore pubblico. Dopo l'intervento di Pierluigi Frezza, presidente Ance Giovani L'Aquila e di De Cesare, si sono svolte le tavole rotonde nelle qualii sono emersi i problemi in cui si dibatte l'edilizia. «Ad esempio», cita Americo Di Benedetto, presidente della Gran Sasso Acqua, impegnata nella realizzazione dei tunnel dei sottoservizi all'Aquila, «stanno per partire i lavori del primo stralcio da 38 milioni, la più grande opera pubblica mai appaltata da un committente privato come la Gran Sasso Acqua. Ma gli altri nostri partner sembrano non rendersi conto dell'importanza strategica del progetto».
Altro esempio è stato portato da Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, per palazzo Margherita: «Abbiamo avuto uno stop da parte della prefettura, da quel momento è tutto fermo e non sappiamo nulla».
Difficoltà con le procedure degli appalti pubblici sono state evidenziate da Dino Di Vincenzo, presente all'incontro per conto della Soprintendenza: «Abbiamo 102 cantieri aperti di questi 10 sono stati istruiti con le norme europee sugli appalti, e di questi solo due sono realmente partiti, gli altri si sono fermati in attesa delle sentenze dei vari tribunali amministrativi».
«Spesso i ricorsi non stanno in piedi e dobbiamo aspettare anni prima che arrivi la sentenza. Ma se non abbiamo coraggio, è meglio che andiamo a casa», interviene Antonella Di Nino, imprenditrice e vice presidente della Provincia dell'Aquila. «Io ho un procedimento della Corte dei Conti», riprende Cialente, «se dovessi perdere non saprei proprio come pagare». «Si parla tanto di cose negative», chiude Enrico Ricci, presidente Ance Abruzzo, «balconi che cadono e altro, ma dei lavori straordinari che si stanno facendo all'Aquila non parla nessuno». (r.p.)
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