«Noi non lo rispetteremo Vogliamo prima i soldi»

6 Luglio 2014

GIULIANOVA. Sono in agitazione i pescatori della costa giuliese, che non intendono rispettare il fermo biologico, se prima non riceveranno i soldi della cassa integrazione in deroga e del fermo dello...

GIULIANOVA. Sono in agitazione i pescatori della costa giuliese, che non intendono rispettare il fermo biologico, se prima non riceveranno i soldi della cassa integrazione in deroga e del fermo dello scorso anno, promessi dal ministero a breve (vedi articolo accanto). «E’ una presa in giro per i pescatori», commenta Walter Squeo, presidente di Federpesca Abruzzo, «perché i marinai non possono prendere ciò che spetta loro a un anno di distanza, altrimenti muoiono di fame, con questa crisi che c’è».

Gli operatori del settore ittico reclamano il diritto a percepire la cassa integrazione al massimo entro due o tre mesi dal fermo biologico, e non dopo un anno.

Lo stop alla pesca non dovrebbe causare problemi significativi alle imbarcazioni giuliesi anche se, come spiega Squeo, i marinai preferirebbero fermarsi durante i due mesi riproduttivi delle specie pescate (come ad esempio le cozze) cioè in aprile e maggio: «Il ministero non ascolta mai le ragioni dei pescatori e decide il periodo del fermo da sé. Invece bisognerebbe sfruttare maggiormente il periodo in cui sono presenti i turisti per vendere il nostro pescato».

Durante lo stop per le grosse imbarcazioni dell’Adriatico, infatti, la maggior parte dei prodotti ittici, oltre a quelli, come le sogliole, pescati dalle piccole imbarcazioni non soggette al fermo, proviene dalla riviera tirrenica oppure arriva congelato dai paesi esteri. «Bisogna rivalutare il prodotto abruzzese e italiano in genere», conclude Squeo, «e far lavorare i nostri uomini e non affidarsi a prodotti esteri».

Margherita Totaro

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