«Noi, presidi tuttofare diventati capri espiatori»

5 Marzo 2016

Il dirigente dello Scientifico Da Vinci di Pescara racconta le difficoltà del ruolo schiacciato tra mille responsabilità e una cronica mancanza di tempo e risorse

SEGUE DALLA PRIMA. Ma al dolore per la vita spezzata si è subito aggiunto il dispiacere per la condizione delle nostre scuole, e la vicinanza per i tre indagati, che intuivo essere vittime impotenti della situazione. Non stupisce che in cima alla lista dei “cattivi” venga sempre scritto il nome del Preside: è successo a L'Aquila dove l'unico condannato è stato il dirigente del Convitto, caro amico e collega.

Un Dirigente scolastico ha in media cento dipendenti ed è responsabile della sicurezza di almeno mille persone. Amministra fino a sette sedi, anche in diversi Comuni. Il Ministero obbliga a mettere in classi anguste un numero elevato di studenti (che non fanno a gara per rispettare le norme). Gli impianti sono vecchi, non hanno certificazioni. Il materiale non viene cambiato da anni ed è privo della scheda di sicurezza imposta dalla legge.

Se trova qualcosa che non va, che può fare? Non ha soldi per agire e non è neppure autorizzato a farlo. Scrive all'ente proprietario che non ha fondi. Deve chiudere la scuola? può farlo, ma se non si ravvisassero motivi di urgenza sarebbe condannato per interruzione di pubblico servizio. Una sedia non a norma è un motivo di urgenza? Eppure tutti erano pronti a condannare la Preside di Roccaraso per una sedia. Se il Dirigente decide, a proprio rischio patrimoniale, di eseguire i lavori necessari, con quali fondi? I soldi dello Stato non bastano e le famiglie spesso non versano i contributi. Tanto l'unico che rischia è solo il Dirigente Scolastico. Nessun altro è responsabile di questa situazione in cui non può fare nulla. Ci vuole controllo, accortezza: ogni infiltrazione, ogni crepa, ogni interruttore allentato… lui è colpevole. Ma è il suo lavoro, allora si dia da fare.

Un Dirigente scolastico entra a scuola e vorrebbe occuparsi della sicurezza. Ma un insegnante è malato e bisogna sostituirlo, non ci sono disposizioni in quel plesso e deve riorganizzare le classi per garantire almeno la sorveglianza. Per dirlo usa il telefono, ma la linea è occupata, tenta con la posta elettronica, ma non c'è connessione (succede spesso). Ok, chiama un professore sul cellulare.

Arrivano i genitori di Marco, che ieri è stato preso in giro da Luca, e poi genitori di Filippo, che va male, e di Giuseppe, che è malato da un mese e la madre non sa cosa fare… bisogna attivare un progetto domiciliare. Poi viene un bidello perché il termosifone in 3 B non funziona, e perde acqua. Non c'è pericolo, ma la classe va spostata. Un professore della seconda ora non è ancora arrivato, ma non ha avvertito (per forza il telefono è sempre occupato). L'assessore chiede in quanti verranno al convegno, ma è interrotto dalla 2 F che ha il compito in classe e protesta con la prof. Intanto il Preside deve aggiustare la contrattazione d'istituto: i Sindacati hanno chiesto di più per i coordinatori e non sa dove trovare i soldi.

Ah c'è anche il PTOF da fare e il Piano di Miglioramento e il Piano scuola digitale, nonché il piano della formazione, bisogna assegnare i tutor per l'anno di prova (ma i docenti protestano: come saranno pagati?). Attenzione, ci sono degli studenti che fumano nell'angolo del cortile. Bisogna andare! Quali scadenze ho saltato? il POR tra due giorni, giovedì in Provincia, lunedì vengono i revisori, poi abbiamo il Consiglio d'Istituto. Chi farà il CLIL in Inglese? Quali professori faccio formare? C'è la certificazione europea e la patente del computer… Telefona la ASL, e fissiamo le date per l'handicap, ma per gli alunni DSA e i Bisogni Educativi Speciali dobbiamo pensarci noi! Filippo è uscito alle 10.00 e non è rientrato, vado a vedere dove può essere, Gianni si è fatto male in palestra: applicare ghiaccio, allertare genitori, chiamare ospedale. Nel frattempo penso ai prof di matematica e a quelli di storia, che si erano incontrati per progetti innovativi, come starà andando? Le LIM funzionano? Si usano le schede di valutazione che abbiamo elaborato? I compiti sono stati restituiti in tempo? I registri sono a posto? Dovrei farmi un giro, parlare con loro e verificare, senza sembrare un freddo controllore, ma… accoglienza delle prime, orientamento delle quinte, giornata della memoria, della poesia, dell'Europa. Vado a cercare i docenti, ci parlo. Quante insufficienze? Motiviamo i più bravi? Al parcheggio c'è trambusto per i motorini… in laboratorio i computer non si accendono, l'ascensore è fermo, mancano i reagenti per la chimica…

Potremmo continuare a lungo, ma a un certo punto entra un bidello e dice: "Preside, Christian è caduto dalla sedia!"

Giuliano Bocchia
Dirigente scolastico Liceo scientifico Leonardo da Vinci di Pescara


Il collegio dei Dirigenti Scolastici formato dai 50 presidi della provincia di Pescara, sottoscrive la lettera del collega, condividendola appieno