Nudisti sotto il trabocco «Farà bene al turismo»

22 Giugno 2014

Torino di Sangro inaugura il primo spazio in Adriatico riservato ai naturisti Soddisfatti i gestori del camping: arrivano in tanti dall’Italia e dall’estero

TORINO DI SANGRO. Olandesi e tedeschi l’hanno già sperimentata e torneranno a settembre, mentre sabato prossimo arriverà una comitiva da Rimini. Sì, perché la spiaggia di Lagodragoni non è solo la prima in Abruzzo dedicata al naturismo, ma anche la prima di tutto l’Adriatico. Torino di Sangro fa da apripista a tutta la regione a un settore turistico quasi sconosciuto in Italia. Sono ancora in pochi a sapere dove si trova la spiaggetta naturista, appena 150 metri su 8 chilometri di litorale torinese. Lungo la Statale 16 presto saranno collocati i cartelli stradali a sfondo marrone. Per ora si seguono le indicazioni per “Costa dei trabocchi-Lido Le Morge”. La prima cosa che appare, percorrendo la ripida calata a mare, è il maestoso trabocco Punta Le Morge, di proprietà del Comune. Alla fine del sentiero su un pannello di compensato spicca un foglio di carta con una grande freccia rossa che indica a sinistra del trabocco: “a 400 metri spiaggia naturista”, ripetuto anche in inglese, francese e tedesco. E si inizia a camminare sui ciottoli e sotto il sole. Si incontrano coppie, singoli e famiglie, rigorosamente con il costume indosso. Un altro cartello di compensato e la bandiera blu dell’Anab segnano l’inizio della spiaggia naturista, anche se qualcuno si anticipa con il nudo integrale per qualche decina di metri. Il punto è strategico, non visibile dall’alto e dalla strada. Se la Via Verde diventasse realtà non sarebbe più così: per questo l’amministrazione comunale ha autorizzato la spiaggia, in via sperimentale, solo per questa stagione balneare.

I ciottoli sono gli stessi e il mare, un po’ mosso, pure. Ma in questo tratto di arenile le inibizioni vengono meno e boxer e bikini scivolano via. La spiaggia è stata autorizzata il 13 giugno, ma l’inaugurazione ufficiale cade nel giorno del solstizio d’estate. Cesare è di Ortona, appena ha saputo della spiaggia autorizzata è venuto. «Andavo in Calabria, a Isola Capo Rizzuto, ma mi ero stufato di andare così lontano», racconta, «su facebook ho saputo di questa possibilità e sono venuto». «Il naturismo è un modo di sentirsi accettati, prima di tutto da se stessi», dice Gabriella, futura mamma, accento del nord e marito abruzzese, «c’è quello grasso, brutto e vecchio, ma non importa: ci accettiamo per quello che siamo. Questo, però, è possibile laddove la persona sa distinguere la corporeità dalla sessualità. Io sono cattolica praticante: la sessualità è una dimensione sacra, che la coppia assapora in un contesto giusto. Purtroppo la massa associa alla nudità la dimensione sessuale, e in questo la Chiesa ci ha messo del suo». Gli iscritti all’Anab sono circa 200, ma in Abruzzo i praticanti del naturismo sono alcune migliaia. «E’ un movimento sano, pacifico, educativo, che promuove la vita all’aria aperta, in totale contatto con la natura e vede la nudità come logica conseguenza di questo stile di vita», spiega il presidente dell’associazione, Stefano Daniele, «questa spiaggia è un grande traguardo perché ci permette di vivere il naturismo nella totale legalità. Chi dovesse avere comportamenti contrari all’etica naturista, e al codice penale, sarà segnalato dai noi alle forze dell’ordine. E’ una conquista di diritti, un passo in avanti per allinearci all’Europa, dove esistono centinaia di spiagge autorizzate e dove tantissimi italiani vanno in vacanza perché nei confini del Bel Paese non riescono a trovare questo tipo di offerta. Fino ad oggi tedeschi, olandesi, vedevano nell’Abruzzo solo una meta di passaggio per Puglia o Calabria. Adesso potranno scoprire il nostro paesaggio, il cibo, la cultura e il turismo religioso». «Il riscontro c’è già», dicono Emanuela De Nardellis e il marito Tony Di Monte, gestori del Camping Sangro che fino al 19 luglio è aperto solo ai naturisti, «dall’estero, soprattutto Olanda e Germania, ma anche dall’Italia. Ha appena chiamato un gruppo di Rimini, dieci persone che verranno sabato prossimo dopo aver saputo dell’ufficialità della spiaggia. Il turismo naturista non farà bene solo a Torino di Sangro, ma a tutte le strutture ricettive e commerciali intorno».

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