Nuova Fondovalle e sede Ingv a Sulmona

Delrio dà il via al completamento della superstrada in Val di Sangro e all’osservatorio sismico sotto Monte San Cosimo
PESCARA. La Sevel, il più grande stabilimento d'Europa di furgoni commerciali, la superstrada fondovalle Sangro e poi Sulmona con l’ex deposito militare del Monte San Cosimo a far da sfondo a un progetto per l’osservazione sismica. Attorno a questi quattro punti si snoda la giornata di oggi in Abruzzo del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Graziano Delrio.
Nella Val di Sangro il ministro arriva alle 11,30 e fa base proprio allo stabilimento Fiat della Sevel per incontrare anche i 41 sindaci dei Comuni coinvolti dal progetto per il completamento della Fondovalle nel tratto tra Gamberale e Civitaluparella. A Sulmona invece l’appuntamento è alle 15,30 nel Cinema Pacifico per parlare di monitoraggio sismico in un’area come quella della Valle Peligna che gli esperti ritengono a rischio.
In entrambe le occasioni Delrio è “scortato” dal presidente della giunta Luciano D’Alfonso e a Sulmona anche dagli assessori Donato Di Matteo (Pd) e Andrea Gerosolimo (Ac), due cioé dei tre consiglieri regionali “ribelli” ai quali il governatore ha annunciato su Il Centro di voler regalare due copie del libro sul complesso di Telemaco dello psicanalista Massimo Recalcati.
Il completamento della Fondovalle rappresenta in Val di Sangro la scommessa più grande . Porto e viabilità sono da sempre le richieste specifiche del colosso Fiat. Sono 12mila le persone che ruotano attorno alla galassia Sevel nelle fabbriche dell'indotto. Alti anche i numeri della viabilità: il 50% dei pendolari ha un raggio di strada entro i 30 minuti, mentre il 44% dai 30 ai 60 minuti (dati Sevel).
Ogni giorno in Sevel entrano ed escono 200 bisarche, 6 treni e 700 camion da fornitori. Ecco perché le infrastrutture sono la scommessa principale per il futuro.
Nel pomeriggio Delrio fa tappa a Sulmona.
Con sindaci, mondo della scuola, protezione civile, ordini professionali si discute del progetto pilota Sulmona-Casa Italia e della prevenzione sismica. Ma soprattutto è l’occasione per intendere la Valle Peligna come centro di monitoraggio dei terremoti da parte dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. E la postazione strategica con cui l’Ingv mira a studiare e controllare tutti i movimenti della faglia del monte Morrone e di quella della Maiella, sarà realizzata nelle viscere del Monte San Cosimo, in quella che fu la polveriera delle caserme militari dell’Abruzzo. Lo stesso deposito di armi che fu al centro di una dura battaglia portata avanti dagli ambientalisti, i quali avevano ipotizzato che la base logistica di Monte San Cosimo, una volta dismessa, venisse utilizzata come deposito di scorie nucleari.
Per l’Ingv il monitoraggio del rischio sismico, come è stato confermato dal presidente dell’Istituto, Carlo Doglioni in un convegno a Sulmona, deve essere multiparametrico, cioè deve considerare più elementi come le variazioni della faglia, la sismicità, il monitoraggio geodetico e ogni tipo di segnale che dà la terra.
«Per fare questo occorrono stazioni Gps, sismografi, possibilmente anche rilevatori geochimici, per misurare le variazioni delle quantità di gas, delle profondità e delle variazioni chimiche e delle temperature» ha sottolineato Doglioni, «utilizzeremo quindi tutti i pozzi disponibili, faremo un apposito censimento di quelli che sono aperti e utilizzabili».
Daria De Laurentiis
Claudio Lattanzio

