Nuovo assetto soprintendenze, il no dell’Archeoclub

PESCARA. La soprintendenza archivistica per l’Abruzzo, con sede a Pescara, non verrà più trasferita a L’Aquila, come avevano temuto nei giorni scorsi i trenta dipendenti di palazzo Monti, in via...
PESCARA. La soprintendenza archivistica per l’Abruzzo, con sede a Pescara, non verrà più trasferita a L’Aquila, come avevano temuto nei giorni scorsi i trenta dipendenti di palazzo Monti, in via Conte di Ruvo. E anzi, come direzione regionale, accorperà anche la sua omologa molisana, sotto un’unica direzione. Mentre invece sarà creata una soprintendenza unica, per le Belle arti e paesaggio, per la città dell’Aquila.
Si tratta del decreto ministeriale firmato il 27 novembre scorso dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, relativo all’«Articolazione degli uffici dirigenziali del Ministero dei beni e delle Attività culturali e del turismo».
Ma le novità, per quanto riguarda la regione Abruzzo, non finiscono qua. Oltre alla decisione di rendere la soprintendenza aquilana, che riguarda non solo la città, ma l’intero cratere dei Comuni che lo ricomprendono, col nuovo decreto temporanea e per cinque anni, il ministero ha deciso che la soprintendenza ai beni archeologici, ora a Chieti, rimarrà nella città teatina, ma non avrà competenze né su L’Aquila, né sul cratere.
E poi, ha decretato in aggiunta che le attuali due soprintendenze, quelli ai Beni artistici, e quella dedicata ai Beni architettonici e paesaggio, andranno ad unirsi in un’unica sede a L’Aquila. Anche se non integralmente - è stato fatto notare ieri da Alessandro Bencivenga, archeologo e consigliere nazionale dell’Archeoclub d’Italia (oltre che presidente della sede dell’associazione di Sulmona), che è intervenuto in una conferenza stampa, ieri mattina, insieme con il presidente dell’Archeoclub di Pescara, Giulio De Collibus – visto che contestualmente verrà creato anche un polo museale a Chieti, il quale in parte dovrebbe avere le stesse competenze.
Ma le critiche dell’Archeoclub al decreto ministeriale hanno riguardato anche altri aspetti. «È assurdo», ha sottolineato ieri De Collibus, «che a distanza di sei anni dal sisma, venga adesso istituita a L’Aquila una soprintendenza unica e per di più», ha rimarcato, «da realizzare a tempo, per cinque anni. Con tutte le problematiche connesse alla ricerca di una sede nel capoluogo regionale». Ma non solo, in quanto se da un lato, per Bencivenga e De Collibus, in Abruzzo si verrà a creare una zona «soggetta a normativa emergenziale», dall’altro «si realizzerà, diciamo, una struttura commissariale, con un progetto che sembra creare un doppione», evidenziano riferendosi alla soprintendenza unica da creare a L’Aquila, visto che, secondo i due, quest'ultima andrebbe ad aggiungersi alle altre soprintendenze già presenti in Regione. «Una decisione», concludono, «la quale non potrà che creare un indebolimento dell’intero sistema di tutela in Abruzzo».
Vito de Luca
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