Occhiali da sole per i bambini contro raggi Uv e luce blu

14 Giugno 2015

La prevenzione delle malattie oculari va iniziata presto Mastropasqua: a partire dai 6 mesi la luce può creare danni

PESCARA. Siamo abituati a proteggere la pelle dei bambini dai raggi del sole, ma spesso non facciamo lo stesso con i loro occhi. Eppure i danni causati dall’esposizione solare sono altrettanto gravi. Per questo, soprattutto d'estate, bisogna prendere tutte le precauzioni necessarie per difendere la vista dei bambini dall'azione aggressiva dei raggi ultravioletti, ed evitare l'insorgere di fastidiosi disturbi e di importanti patologie future. Ce lo conferma uno dei massimi esperti del settore, Leonardo Mastropasqua, direttore del centro di eccellenza in Oftalmologia dell'università D'Annunzio di Chieti-Pescara.

Professore, come bisogna comportarsi per proteggere gli occhi dei bambini?

«Per prima cosa bisogna abituare i più piccoli, già a partire dai sei mesi, a indossare gli occhiali da sole, proprio come fanno mamma e papà, scegliendo dall'ottico lenti in grado di schermare dalle radiazioni ultraviolette ma anche dalla luce blu».

Cos’è questa luce blu?

«Si tratta di un tipo di radiazione, utile per distinguere i colori nitidi degli oggetti, che è poco conosciuta ai più ma molto pericolosa per la retina, perché l'occhio umano non riesce a metterla a fuoco. La luce blu, che è compresa tra l’ultravioletto e il visibile, rappresenta il 25-30% della luce solare in pieno giorno. Può arrecare molto fastidio agli occhi e creare danni a lungo termine a livello di cristallino e retina, accelerando i processi che possono condurre alla famigerata degenerazione maculare senile, una della prime cause di cecità al mondo. A questa patologia, estremamente invalidante per la vista e per la vita di relazione, contribuiscono anche altri fattori, come il fumo e una dieta carente di vitamine e di oligoelementi».

Gli occhiali vanno fatti indossare sempre all’esterno?

«La protezione degli occhiali da sole non deve mancare anche se il cielo è coperto. I raggi solari infatti, penetrano indisturbati attraverso le nuvole per l'80%, dando luogo al riverbero. La luce ultravioletta (ndr UV) non è visibile, ma se ci si espone ai suo raggi senza adeguate precauzioni e soprattutto durante le ore più a rischio, dalle 10 alle 14, così come avviene per la pelle può causare fastidiosi disturbi anche agli occhi».

Ma perché gli ultravioletti sono così dannosi per gli occhi?

«La luce UV è assorbita prevalentemente dalle strutture anteriori dell’occhio (ndr cornea, congiuntiva e cristallino). Quando ci si sottopone a esposizioni intense, come avviene quando si va in montagna a sciare, può provocare vere e proprie ustioni della congiuntiva e della cornea, con evidente arrossamento e dolore. La luce UV può creare danni rilevanti anche dopo esposizioni meno intense ma ripetute, come avviene spesso al mare: arrossamenti della congiuntiva ed escrescenze, accelerazione dell’invecchiamento del cristallino, così che la cataratta, che i nostri nonni lamentano in tarda età, si potrà presentare ben prima della vecchiaia».

Come devono essere gli occhiali più adatti ai bambini?

«E’ importante che siano di qualità ottica perfetta e abbiano una certificazione che garantisca il livello qualitativo sia della montatura che della lente. La scelta deve ricadere su una montatura in grado di schermare anche i lati, resistente a traumi e urti e fatta con materiali che non procurino allergie da contatto. La lente deve assicurare una protezione del 100%. Infine, occorre una lente che non abbia aberrazioni, un fenomeno ottico che comporta una deformazione dell’immagine e che denota scarsa qualità della lente».

Il colore delle lenti influisce sulla protezione?

«Qualsiasi colore scelto per le lenti riduce la quantità totale di luce che arriva all’interno dell’occhio, con effetti senz’altro positivi sul comfort visivo e sulla riduzione dell’abbagliamento, ma non tutti i colori hanno le stesse capacità di bloccare le varie componenti della luce solare. Al mare, per esempio, dove l’esposizione alla luce blu è forte, sarà utile tenere presente che i colori caldi, giallo, ambra, rosso- marrone, sono più protettivi di quelli freddi, come il blu, che lascia passare totalmente le radiazioni del suo stesso colore. I colori neutri come il grigio, dimostrano invece un potere protettivo sufficiente».

D’estate, la secchezza oculare può colpire anche gli occhi dei più piccoli, che fare in questo caso? «In parte per l’esposizione al sole, in parte per il caldo, soprattutto se secco, o anche per il fresco dell’aria condizionata non umidificata, gli occhi possono diventare secchi, non essere cioè protetti e lubrificati a sufficienza dalle lacrime, che evaporano più rapidamente in un ambiente poco umido. In queste situazioni, che tipicamente si manifestano con arrossamento e bruciore, è opportuno utilizzare colliri di lacrime artificiali, che possono essere istillati anche molto frequentemente. E’ meglio limitare, al contrario, l’uso di colliri contenenti vasocostrittori, che sbiancano sì la superficie oculare al momento ma che, alla lunga, tendono a perdere efficacia».

I danni da esposizione solare si vedono tutti subito?

«E’ opportuno tenere presente che tali danni sono cumulativi, per gli occhi così come per la pelle. A partire dai più piccoli, il tempo passato al sole crea delle condizioni che si sommano ed accelerano i processi di trasformazione patologica delle strutture dell’occhio. Anche per questo è consigliabile proteggere gli occhi sin da molto piccoli: è vero che generalmente i bambini non vengono esposti in ore critiche, ma è utile comunque salvaguardarli ulteriormente con l’uso di occhiali protettivi».

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