Ombrina, anche la Chiesa partecipa alla vittoria

6 Febbraio 2016

Monsignor Forte supporta le celebrazioni allo stop definitivo alle trivelle «L’ambiente è la casa di tutti e va custodito». D’Alfonso: risarcimenti? Allo Stato...

PESCARA. Le richieste di risarcimento all’Italia? Le valutazioni da parte di Rockhopper su eventuali azioni di rivalsa a Strasburgo e di arbitrati internazionali? Non fa niente, adesso è il momento di celebrare la vittoria sull’azienda petrolifera che intendeva perforare il fondo del mare a dieci chilometri al largo della costa teatina (prossimo Parco nazionale) con il progetto “Ombrina Mare 2”. Rassicurati anche della parole dell’arcivescovo Chieti-Vasto, Bruno Forte, pronunciate a Chieti nel corso dell'incontro-dibattito “Quello che sta accadendo nella nostra casa”, ispirato all'enciclica “Laudato sì” di Papa Francesco. «L'ambiente», ha detto monsignore, « è la casa di tutti e dunque come ognuno tiene a vivere in un ambiente decoroso e dignitoso nella propria casa, tutti dovremmo essere attenti a custodire questo ambiente, lo straordinario ambiente del nostro Abruzzo, per ricchezze paesistiche, naturali, per la distribuzione anche territoriale della nostra gente che dà possibilità di vivere un'alta qualità della vita se l'ambiente stesso verrà custodito e preservato».

E’ alle 6,46 che il governatore Luciano D’Alfonso ha rivelato di aver ricevuto per email da parte del capo di Gabinetto del ministro allo Sviluppo economico, Vito Cozzoli, l’annuncio che migliaia di abruzzesi hanno sognato in questi anni: la pubblicazione sul Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse (Buig) il respingimento dell'istanza di coltivazione di Ombrina presentata da Rockhopper, come anticipato qualche giorno fa dal ministro Federica Guidi. Il ministero ha tenuto sul divieto alle piattaforme petrolifere entro le 12 miglie marine e così ha detto “no” a, in tutto, 27 autorizzazioni (oltre a Ombrina) di estrazione di petrolio e gas nelle aree precluse a nuove attività: 9 istanze interamente ricadenti entro le 12 miglia sono state rigettate; 18 istanze parzialmente ricadenti entro le 12 miglia sono state rigettate per la parte interferente. «Fra di esse», fa sapere il Forum H2o, «è stata toccata anche un'istanza dell'Eni, la D26 B.C-AG, di 5.848 ettari in larga parte entro le 12 miglia. Con la riperimetrazione effettuata oggi l'istanza viene ridotta a 505 ettari. Si tratta di un dato importante in quanto si tratta di un'istanza piuttosto avanzata, ovvero una richiesta di concessione di coltivazione». «Questa è una vittoria della mobilitazione che ha interessato in questi ultimi anni l' Abruzzo e altri territori che vivono la minaccia delle trivelle. Ma il problema resta aperto su altri fronti. Il governo abbandoni la via del petrolio», commenta il Wwf Italia. «È stata anche «una vittoria della mobilitazione, guidata dalle associazioni ambientaliste, la questione referendum», prosegue Donatelli Bianchi, presidente dell'associazione, «che ha portato il governo a introdurre il divieto di trivellazione entro le 12 miglia dalla costa. E, probabilmente, a maturare la decisione annunciata oggi».

«Credo che Rockhopper abbia già presentato la richiesta di risarcimento, ma è un fatto adesso dell'amministrazione centrale dello Stato italiano», afferma Luciano D’Alfonso, ringraziando il governo Renzi, «dopo avere risolto il problema di Ombrina di ferro continueremo a difendere non solo entro le 12 miglia, ma ripartiremo con ulteriori iniziative. E quanto a inceneritore, elettrodotto e gasdotto siamo “sul pezzo” su ciascuna delle questioni».(a.mo.)

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