Ombrina, conferenza servizi chiusa. Lolli: "Pronti al ricorso"

Terminata la riunione al ministero dello Sviluppo economico sul progetto petrolifero. Attesa per la decisione definitiva. Intanto una folta delegazione di associazioni contrarie alle perforazioni davanti alla costa teatina ha raggiunto Roma per protestare
ROMA. «Non ci saranno altre conferenze, loro aspettano le contestazioni di merito. Poi ci sarà una decisione». Così Giovanni Lolli, vicepresidente Abruzzo, alla fine della Conferenza dei servizi, al ministero dello Sviluppo economico, sul progetto petrolifero di Ombrina mare. «Faremo ricorso e non solo al Tar, in sede civile e in sede penale», osserva Lolli contestando sia il procedimento seguito nella conferenza di oggi che l'eventuale ok al progetto.
«Qui si sta operando contro le leggi - rileva Lolli - non si può andare avanti con un procedimento che è illegittimo. Siamo di fronte ad un'arroganza inaccettabile, che porta ad uno scontro istituzionale. Fino a quando siamo vivi la battaglia continua». Per il vicepresidente della Regione «non solo si sta colpendo l'ambiente ma anche il Pil abruzzese», per questo «noi stiamo difendendo anche l'economia regionale». E su questo «tutti i comuni, le province e la Regione sono unanimi». Lolli fa presente che «la regione si vedrà» con i legali «credo già venerdì» per definire al meglio come procedere; intanto ricorda che il governatore Luciano D'Alfonso ha seguito con attenzione la conferenza dei servizi di oggi chiamando assiduamente per avere notizie.
«Siamo abruzzesi, siamo pastori non siamo pecore cari signori. Pane e olio, senza petrolio. C'è l'Abruzzo da rispettare, via i pirati dal nostro mare». Questi gli slogan intonati da circa 150 manifestanti del coordinamento "No Ombrina" sotto al ministero dello Sviluppo Economico a Roma, dove si è tenuta la Conferenza dei Servizi sul progetto per estrazione petrolifera di "Ombrina Mare".
Alla riunione partecipano la Regione Abruzzo con il sottosegretario all'Ambiente Mario Mazzocca, le Province di Chieti e Pescara, 35 comuni tra cui Pescara, Francavilla, Ortona, Lanciano, Fossacesia; naturalmente le direzioni competenti del ministero. «C'è una legge che blocca Ombrina - spiega Alessandro Lanci del Coordinamento No Ombrina - ed è quella della costituzione di un parco marino regionale, secondo cui dal 6 novembre non si possono più fare attività petrolifere. Noi - continua Lanci che si fa portavoce anche per Nuovo Senso Civico, Comitato No Petrolio Ortona e Associazione Zona 22 - siamo qui per sostenere regione e comuni. Abbiamo anche mandato una diffida ieri sera al ministero, nei confronti di tutti i funzionari, informando della presenza di una legge che non consente l'autorizzazione a Ombrina». Ci sono anche Legambiente, Wwf e Greenpeace a sostenere i manifestanti con l'augurio «che dalla Conferenza dei Servizi venga fuori o una bocciatura o una sospensione».
Sull'Istituzione del Parco marino regionale anche il deputato di Sel Gianni Melilla ha oggi inviato un'interrogazione al presidente del Consiglio dei Ministri, ricordando che da oltre un anno è stato nominato dallo stesso Renzi il commissario ad acta Giuseppe De Dominicis, e che da maggio scorso il commissario ha già definito la perimetrazione dell'istituendo Parco.

