Ombrina, ecco le regole imposte a Rockhopper

Trivelle, il documento sulle prescrizioni tecniche definite dal Comitato Via «Limiti sulle emissioni, controlli. E se succede qualcosa avvisate subito...»
PESCARA. “Se volete estrarre petrolio dai fondali dell’Adriatico dovete sottostare a queste regole per tutta la durata della concessione”: è il significato che assumono le prescrizioni che il Comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) del ministero dell’Ambiente ha imposto alla Rockhopper Italia spa nel rilascio del parere positivo al progetto di Ombrina, a circa 6 chilometri al largo della costa teatina.
Le prescrizioni rappresentano una serie di adempimenti, (monitoraggio e verifica) a tutela dell’ambiente e della salute. E che dovrà essere rispettata da Rockhopper pena la sospensione finanche il ritiro della concessione trentennale.
«Sono prescrizioni tecniche che abbiamo già messo in conto nel nostro progetto», ha avuto modo di dire l’ad di Rockhopper Italia Sergio Morandi intervistato dal Centro in occasione della fiera delle trivelle (Omc) conclusa a Ravenna. Passando poi a precisare che sulla nave cisterna, a circa 12 chilometri dalla costa, il greggio verrà separato, «attraverso un collaudato e sicuro processo fisico, senza alcuna raffinazione», delle tre componenti olio, gas e acqua. E che gran parte del gas sarà utilizzata per sviluppare energia elettrica, mentre dall’anidride solforosa (H2S) verrà ricavato zolfo allo stato solido, utilizzabile nell’agricoltura.
Ebbene, quanto dovrà essere sicuro l’intero impianto petrolifero (pozzo offshore e nave) lo stabilisce il Comitato Via il cui decreto dev’essere adottato dal ministero e successivamente sottoposto al Mise della ministra Federica Guidi.
Ad esempio, le prescrizioni dicono che «in adeguamento alle migliori tecniche disponibili», Rockhopper dovrà dotarsi di «un sistema di gestione ambientale con una struttura organizzativa composta dal personale addetto alla direzione, conduzione e alla manutenzione dell'impianto; dovrà conseguentemente dotarsi dell'insieme delle disposizioni e procedure di riferimento atte alla gestione dell'impianto». Ancora: «Devono essere adottate tutte le precauzioni atte a evitare sversamenti accidentali e conseguenti contaminazioni delle acque marine; a tal fine le aree interessate dalle operazioni di carico/scarico di manutenzione devono essere opportunamente segregate».
Nelle prescrizioni sono definiti l limiti alle emissioni in aria, sonore e vibrazioni, e gestione, campionamento e caratterizzazione dei rifiuti. E se dovesse succedere qualcosa? In questo caso è l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) a pronunciarsi: «Il gestore ha l'obbligo di comunicazione immediata scritta (per fax e nel minor tempo tecnicamente possibile). La comunicazione degli eventi incidentali deve contenere: le circostanze dell'incidente, le sostanze rilasciate; i dati disponibili per valutare le conseguenze dell'incidente per l'ambiente, le misure di emergenza adottate, le informazioni sulle misure previste per limitare gli effetti dell'incidente a medio e lungo termine ed evitare che esso si riproduca».
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