Operatori socio sanitari, 390 nuovi posti
Il personale sarà distribuito nelle quattro Asl abruzzesi. Corsi di formazione al via dal prossimo anno
PESCARA. Sono 390 i posti disponibili nelle quattro Asl abruzzesi, 75 in più del 2018, per la formazione di altrettanti operatori socio sanitari da impiegare negli ospedali e nelle strutture sanitarie della regione a partire dal 2019.
Lo stabilisce una delibera della Giunta regionale, approvata il 9 ottobre scorso. Il numero complessivo degli operatori socio sanitari da formare nel 2019 attraverso i corsi di formazione professionali e il numero di posti da istituire in ogni Asl è stato individuato in base ai dati sulla determinazione del fabbisogno di personale ospedaliero, che mostrano una carenza di unità con questo tipo di profilo professionale, e in ragione della necessità di «garantire maggiore offerta formativa pubblica». Il tutto secondo le disposizioni contenute nelle linee guida regionali.
Dei 390 operatori socio sanitari che saranno formati in tutto l’Abruzzo una volta avviata la procedura per l’attivazione dei corsi per operatori tecnici addetti all’assistenza, 120 saranno impiegati nella Asl che comprende Avezzano, Sulmona e L’Aquila, altri 120 collaboreranno con medici, infermieri e personale sanitario delle strutture che rientrano nella Asl di Chieti, Lanciano e Vasto, 90 lavoreranno invece nella Asl di Pescara e 60, infine, graviteranno sul territorio che rientra nella Asl dell’Aquila.
I 75 posti in più disponibili il prossimo anno sono stati concordati con le Asl e con le organizzazioni sindacali, in seguito alla riunione dell’11 settembre scorso, incrociando i dati relativi alla domanda e all’offerta. L’atto approvato dall’esecutivo regionale porta la firma, tra gli altri, dell’assessore regionale alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci, del direttore del dipartimento per la salute e il welfare della Regione Abruzzo Angelo Muraglia e del dirigente del servizio Antonio Forese.
L’operatore socio sanitario è una figura tecnica di interesse sanitario che opera, quindi, sia in ambito sanitario e sia in ambito sociale. Il suo compito è di svolgere le attività che aiutano le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali, finalizzate al recupero, al mantenimento e allo sviluppo del livello di benessere, promuovendone l’autonomia e l’autodeterminazione. In base all’accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, la qualifica si consegue al termine di un percorso formativo della durata complessiva di 1.000 ore, di cui 450 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni e 450 di tirocinio, comprensive di esame finale. Il corso ha una durata annuale e dovrà essere attivato dalle singole Asl sul territorio regionale. Per accedervi è richiesto il diploma di scuola dell’obbligo e il compimento del diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso.

