«Ora pensiamo a Forza Italia 2017»

Il consigliere regionale: non tutto è andato storto, ma ai ballottaggi si poteva fare meglio
PESCARA. Forza Italia sabato 25 ha convocato il coordinamento regionale per esaminare il voto delle comunali nelle quali non ha conquistato nessuno dei 5 comuni più grandi. Ne parliamo con il consigliere regionale Mauro Febbo.
Consigliere Febbo, il centrodestra nei ballottaggi non ha toccato palla.
«Intanto diciamo che nel primo turno abbiamo avuto risultati importanti: abbiamo vinto a Penne, a Manoppello, Casalbordino, San Giovanni Teatino. Certo poi c’è stata la defaillance di Francavilla. Ma io quella sconfitta l’avevo prevista in tempi non sospetti».
Che cosa non ha funzionato a Francavilla?
«Il 14 dicembre del 2015 nell’unica riunione del coordinamento regionale di Forza Italia dissi che a Francavilla la situazione stava degenerando: avevamo una candidatura forte di un consigliere uscente su cui si era lavorato molto, parlo di Moroni. Invece si stava facendo altro, tant'è che alle primarie Forza Italia non ha avuto il suo candidato».
Chi lo decise?
«Il coordinatore provinciale D’Amario. Chi più di lui doveva essere interessato a trovare un candidato forte?»
E questa è stata Francavilla. Negli altri quattro comuni che sono andati al ballottaggio potevate fare di più.
«Ci aspettavamo un risultato diverso. A Roseto sapevamo che si poteva perdere. Lì ha vinto il Pd, ma ha perso D’Alfonso che aveva un altro candidato. E mi sembra che anche a Sulmona il Pd di D’Alfonso abbia perso. Di Masci è sicuramente un uomo di centrosinistra e di D’Alfonso, visto che stava nella sua segreteria».
Però Forza Italia si è apparentata con Di Masci.
«Io, Paolo Gatti e Lorenzo Sospiri non abbiamo condiviso quella scelta. Lì c’era un problema a monte: è possibile che in una città dove ha governato il Pd e dove si chiude il tribunale e l’ospedale, Forza Italia non riesce a fare una lista e una coalizione per andare al ballottaggio?».
A Vasto siete arrivati a un soffio dalla vittoria. E a Lanciano il secondo turno è stato disastroso.
«A Vasto è andata benissimo: abbiamo perso per 121 voti. Infatti lì abbiamo lavorato bene, abbiamo fatto le primarie... A Lanciano si sono fatte primarie farsa, mentre avevamo uomini e donne di spessore che potevano essere indirizzati. Però avevamo un’ottima lista, ma perdere in quel modo suscita qualche interrogativo».
Forse avete un problema di ricambio.
«E’ stata un’elezione strana in tutta Italia. Il centrodestra che molti descrivono in frantumi ha vinto 11 ballottaggi su 20. Il ricambio? A Benevento ha vinto Mastella, Piazza a Trieste. Sono due settantenni della prima Repubblica. Ora aspetto il coordinamento di sabato che apprezzabilmente è stato convocato per confrontarmi con i miei. Lì potremo fare una disamina completa e mi auguro si possa lanciare Forza Italia 2017, perché ci sono appuntamenti elettorali importanti, a cominciare dalle comunali del capoluogo di regione, per arrivare a Ortona e San Salvo».
Come pensa debba prepararsi Forza Italia al 2017?
«Sedendoci al tavolino da adesso, convocando tutto il centrodestra e cominciando a discutere. E’ il metodo migliore, non ne vedo altri. Noi siamo sempre l’unica alternativa al centrosinistra. I nostri voti li abbiamo presi, anche in questa tornata elettorale».
Discuterete anche sulla questione dei vertici che il senatore Antonio Razzi chiede di azzerare?
«Mi chiedo cosa ha fatto Razzi a Roma, dove doveva presentarsi e fare una lista. Chi l’ha vista? Io dico che dovrebbe azzerarsi prima lui».
La situazione di stallo nel partito, dovuta ora anche alla malattia di Berlusconi, quanto incide sulle vostre scelte?
«E’ chiaro che il problema nazionale va risolto. C’è questo dilemma della leadership all’interno di Forza Italia e poi della coalizione di centrodestra, e i problemi si ripercuotono anche a livello locale. Il fatto che non si riesca a fare un congresso la dice lunga».
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