Ordine dei geometri: «La legge antisismica blocca l’edilizia»

La norma regionale entrerà in vigore il 30 settembre Santone: va rinviata e riscritta, altrimenti si ferma tutto
PESCARA. «Se quella legge entra in vigore, la nostra edilizia subirà un nuovo durissimo colpo». Ne è certo il presidente dell’ordine dei geometri di Chieti Rocco Santone che ha scritto una dettagliata lettera alla Regione per chiedere un’ulteriore rinvio della legge 28/2011 sulla prevenzione e la riduzione del rischio sismico in territorio regionale e una sua «radicale rimodulazione» (la legge si applica alle nuove costruzioni, agli interventi sul patrimonio edilizio esistente, agli ampliamenti e alle sopraelevazioni realizzati in zona sismica, comprese le varianti sostanziali ai progetti, ma non ai procedimenti in corso al momento dell’entrata in vigore della norma)
«La legge non va bene», dice Santone «perché per la sua attuazione mancano risorse umane, strumentali ed economiche», ma soprattutto perché «la normativa è inadeguata, anche rispetto alla recente semplificazione edilizia approvata dal governo».
Che cosa preoccupa Santone? Innanzitutto «il fatto che con la 28/2011 si passerà da un regime di deposito di controllo a campione (10 per cento dei progetti sorteggiati e controllati) a un regime autorizzatorio che per le zone a media e alta sismicità riguarderà il 100% dei progetti». Poi ci sono i tempi. «La legge prevede per queste aree il rilascio dell’autorizzazione antisismica entro 60 giorni, più ulteriori 60 giorni in caso di richiesta di chiarimenti», (nelle zone a bassa sismicità i termini si abbassano a 20 giorni). «Inoltre», aggiunge Santone, «il funzionario, se vuole, potrà accedere all’audizione delle parti, una prassi che non è più in uso dal regime borbonico. Il risultato sarebbe un allungamento intollerabile dei tempi di avvio dei lavori». C’è poi la questione dei costi. «I contributi e le spese d’istruttoria», spiega il presidente dei geometri, «sono stati determinati in modo sproporzionato e inadeguato, tenuto conto della crisi economica che attanaglia il nostro settore, soprattutto in Abruzzo».
Oggi i costruttori operano con una normativa del 2008, spiega Santone, «e l’attesa è di una quindicina di giorni. Il controllo è ex-post non ex-ante. Noi stiamo andando all’inverso. Quello che stiamo mettendo in piedi in Abruzzo è solo burocrazia, in contrasto palese con le normative italiane che vengono emanate. Io, come presidente dell’Ordine dei geometri, avevo allertato i consiglieri di minoranza, ma la legge è stata fatta passare come normativa per l’incolumità delle persone. Su questo siamo d’accordo, ma su altri aspetti il Consiglio è stato come minimo disattento».
La legge 28 non è l’unica ad allarmare l’Ordine dei geometri. Un’altra «gaffe», come la chiama Santone, è la legge 24 del 2014, sulla valorizzazione del territorio agricolo e la riduzione di consumo di suolo. «È una questione che dovrebbe affrontare la nuova giunta. È vero che è importante ridurre il consumo di suolo, ma la Regione ha bloccato completamente le zone agricole. Bisogna trovare una via di mezzo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

