Orsogna ricorda l’eroe Paolucci

Era il medico-soldato che riuscì ad affondare la corazzata austriaca
ORSOGNA . L’onorevole Vincenzo Rivera lo definì «terzo grande spirito abruzzese, dopo Gabriele D’Annunzio e Benedetto Croce». Parlava di Raffaele Paolucci, soldato, uomo politico e valente chirurgo. Di lui si parla oggi, a Orsogna, al Teatro De Nardis, nel corso del convegno sulla figura di Paolucci, al quale prenderà parte anche la figlia Ippolita. L’appuntamento è a partire dalle 11. Il convegno si tiene nell’ambito della Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Tra gli interventi quello di Maurilio Di Giangregorio, autore del libro: “L’epurazione del professor Raffaele Paolucci", e di Pasquale Simone, della Società Italiana di Chirurgia.
«Raffaele Paolucci», ricorda Di Giangregorio, «fu soldato, uomo politico e scienziato: valente medico. Nella sua lunga carriera di chirurgo, effettuò oltre trentamila interventi. I pazienti abruzzesi che beneficiarono delle sue prestazioni, furono oltre tremila: interventi eseguiti senza alcun pagamento, gratis».
Ma Raffaele Paolucci fu anche, e soprattutto, un uomo politico la cui attività si svolse con notevole impegno sia a Roma che in Abruzzo. Le sue ultime volontà furono di essere sepolto nudo, coperto solo da un lenzuolo, accanto alla moglie nella tomba di famiglia a Orsogna, ai piedi della Maiella. La sua vita fu piena di decisioni ardite, come l’affondamento dell’ammiraglia austriaca, la Viribus Unitis, grazie alle mine piazzate sotto la chiglia della nave nel golfo di Pola, il primo novembre del 1918.
Nel 1921 fu eletto deputato tra le file del Blocco nazionale di Giolitti, e riconfermato nelle successive legislature per il Partito Nazionale Fascista, partito dal quale prese le distanze assumendo una dura posizione contro il delitto Matteotti. Decisione, come ricorda Di Giangregorio nel suo libro, che gli valse l’epurazione dalla docenza universitaria. In seguito fu anche partigiano nella banda Angeloni. . RIPRODUZIONE RISERVATA.

