«Ospedale, topi e scarafaggi in cucina»

8 Dicembre 2019

Il consigliere Smargiassi (M5S) scatta le foto e le porta ai carabinieri. Ora chiede risposte da manager Asl e assessorato

VASTO. «L’immagine che non riesco a levarmi dalla mente è quella di un topo morto circondato da scarafaggi nei locali cucina del San Pio». Inizia così l’intervista al consigliere regionale e presidente della commissione Vigilanza, Pietro Smargiassi, del M5S, che ha raccontato al Centro lo stupore provato entrando nella cucina dell’ospedale di Vasto nel corso di una visita ispettiva, alcuni giorni fa, dopo che i carabinieri del Nas hanno disposto la sospensione del servizio imponendo una serie di prescrizioni.
Consigliere Smargiassi, qual è stata la prima sensazione provata davanti a quel topo morto?
«Una scena che non avrei mai voluto vedere a due passi da dove vengono conservate le derrate alimentari servite ai pazienti. Pretendiamo spiegazioni, sia dalla ditta che deve occuparsi del servizio ristorazione, e quindi anche della pulizia dei locali cucina, sia dalla Asl di Lanciano Vasto Chieti che dall’assessore Nicoletta Verì».
Dopo aver fotografato il topo che cosa ha fatto?
«Ho concluso la visita ispettiva, da cui sono uscite molte altre criticità. Poi mi sono recato immediatamente dai carabinieri per denunciare quanto ho visto. Ho fornito il resoconto dell’accaduto e le foto che ho avuto modo di scattare».
Dopo che questa storia è stata resa pubblica, è arrivata una risposta dalla Asl?
«Tutto tace. Né l’azienda per conto del direttore Thomas Schael, né l’assessorato, mi hanno risposto. Un fatto molto grave, a mio avviso, poiché stiamo parlando di una cucina che si trova all’interno di un ospedale ed è adiacente al reparto dialisi in cui tanti pazienti si recano per le cure quotidianamente. Tra l’altro ho trovato il corridoio, che le barelle percorrono per arrivare al reparto dialisi, semi allagato da acqua stagnante e putrida, probabilmente è questo il fattore che favorisce l’avvicinarsi di animali che prediligono luoghi umidi e sporchi».
Secondo lei non sono state fatte le dovute bonifiche o sono state eseguite male?
«Aspetto che me lo dicano. E mi spieghino che cosa ha portato questi locali a uno stato di abbandono così grave. Ho visto il personale lavorare e fare enormi sforzi per mantenere pulita una cucina vecchia che necessita di ammodernamento. Ma la mia visita ispettiva, oltre allo sfacelo nella cucina, ha evidenziato che ci sono anche gravi carenze di personale, come nei reparti di Rianimazione e Otorino e alcune gravi mancanze strutturali, come nel caso del reparto di Cardiologia. L’impegno di un capitale umano, che spesso rimane oltre le ore di lavoro previste, è la forza che va a colmare le carenze di una gestione politica e amministrativa latente. Sono loro che dobbiamo ringraziare se l’ospedale di Vasto, nonostante tutto, rappresenta ancora un punto sicuro per i cittadini. Sono sforzi che chi è al comando dovrebbe riconoscere mettendo il personale nelle migliori condizioni possibili per svolgere i propri compiti. Invece ho potuto constatare che le carenze come quelle dette prima, e che avevo già denunciato agli organi competenti due anni fa, non sono state ancora risolte. Questo è un fatto davvero inaccettabile».
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