«Ospedali di 2° livello No agli spezzatini si devono fare scelte»

Ciofani (Anaao): «A Pescara manca solo la cardiochirurgia trasferiamola da Chieti, i costi sarebbero irrisori»
PESCARA. Uno spezzatino. È quello che avrebbe studiato la Regione Abruzzo, secondo il consigliere nazionale dell’Anaao-Assomed, nonché direttore della Uoc, l’unità operativa complessa, Nefrologia e dialisi della Asl di Pescara, Antonio Ciofani, in attesa di applicare pienamente il decreto Lorenzin sul riordino della rete ospedaliera.
Quest’ultimo, infatti, prescrive per gli ospedali di secondo livello, quelli cioè dotati di tutte le discipline comprese le alte specialità, un bacino di utenza di compreso tra 0,6 e 1,2 milioni di abitanti; e dunque in Abruzzo, che conta circa 1 milione e 300 mila abitanti circa, di ospedali di questo tipo ce ne dovrebbero essere due.
Ma così non è, sostanzialmente, secondo Ciofani, dato che la Regione ha deciso di localizzare, per ora, le funzioni ospedaliere di secondo livello negli ospedali di Pescara e Chieti per l’Abruzzo sud e negli ospedali di L’Aquila e Teramo per l’Abruzzo nord. Uno spezzatino, dunque.
Perché, dottor Ciofani, non sarebbero in effetti due gli ospedali di secondo livello?
«Intanto diciamo che la decisione della Regione è interlocutoria, deve andare avanti e portarci, ora che siamo fuori dal commissariamento, a due veri ospedali di secondo livello e non lasciarci con quattro mezzi ospedali».
Ma perché parla di quattro mezzi ospedali?
«Il decreto Lorenzin parla giustamente di singoli presidi ospedalieri di secondo livello, i quali devono avere determinate caratteristiche e non di vari ospedali che si dividono le alte specialità. Gli abruzzesi hanno urgente bisogno di queste scelte. Se non decideremo rapidamente, liberi dal quel maledetto campalinismo che continua a dividere tutto per quattro, l'Abruzzo è destinato a rimanere nei prossimi decenni periferia sanitaria e noi ed i nostri figli saremo costretti a fare riferimento agli Ospedali di 2° livello più vicini e cioè "Le Torrette" di Ancona e gli Ospedali romani S. Camillo, S. Giovanni, Umberto 1°, Gemelli, S. Andrea».
Quindi basta campanilismi.
«E' assolutamente necessario uscire dalla logica delle 4 province, frutto delle situazioni geo-politiche dei secoli scorsi e prendere atto serenamente che una naturale evoluzione socio-economico e oro-geografica ha portato ad un sostanziale cambiamento dell'assetto demografico e conseguentemente epidemiologico della nostra regione.
Qual è la sua proposta?
«Rimarrei intanto nella disamina della localizzazione dell'Ospedale di 2° livello dell'area Pescara-Chieti (e prescindendo dalle problematiche dell'Ospedale di 2° livello destinato all'area geo-politica L'Aquila-Teramo). Per l'attribuzione della qualifica il decreto Lorenzin prevede dei requisiti di base, uno è il numero minimo di accessi annui di 70.000; Pescara ne ha 96.000, Chieti con 65.000 non ha questo requisito. L'articolo 6 del decreto prevede la sicurezza antisismica e come noto all'Ospedale di Chieti dovranno essere sgombrati alcuni padiglioni per inadeguatezza dei materiali usati. Anche questo elementare e direi vitale requisito non c'è. Circa la dotazione di discipline che caratterizzano il 2° livello, a Pescara manca solo la cardiochirurgia, a Chieti la neurochirurgia, la chirurgia toracica, la chirurgia plastica, la chirurgia maxillo facciale, ma ha la cardiochirurgia. A Pescara, che peraltro ha un numero di coronaropatie acute quasi doppio degli altri capoluoghi regionali, potrebbe essere trasferita la cardiochirurgia senza lavori particolarmente impegnativi e a costi irrisori».
I vantaggi?
«L'intera area metropolitana e una parte consistente della regione disporrebbero così in tempi brevi di un Ospedale di 2° livello, un Ospedale completo di tutte le discipline con grande giovamento, per i motivi che ho sopra accennato, dei cittadini di tutti i comuni.
Ora che gli organi politici regionali sono tornati sovrani, decidere subito la cosa giusta e meno costosa per i cittadini è più facile, senza deleteri condizionamenti campanilistici o di contee elettorali. La sanità abruzzese ha bisogno di un salto in avanti».
Vito de Luca
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