Ospedali, ecco l’atto che ricrea in Abruzzo la rete dei trapianti

26 Luglio 2019

Il cuore a Chieti, i reni all’Aquila e le staminali a Pescara La bozza del nuovo Piano salva Penne, Popoli e Sulmona

PESCARA. L’Abruzzo regione d’eccellenza per i trapianti. È a pagina 63 della bozza del Piano di riordino della rete ospedaliera che spunta una delle notizie del giorno. Quella che va oltre campanili schermaglia politica. Ha usato il bilancino l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, per scrivere 116 pagine che oggi saranno sottoposte al vaglio dei manager Asl. Il documento, di cui il Centro è venuto in possesso, è suscettibile di modifiche prima che la sua stesura definitiva venga portata al Tavolo di monitoraggio romano che si terrà il 30 luglio. Ma andiamo per ordine.
CUORE, RENE E CORNEA. La “rete dei trapianti” prevede la seguente suddivisione dei centri: all’Aquila il rene e a Chieti il cuore. Le cellule staminali saranno appannaggio dell’ospedale di Pescara mentre il San Salvatore dell’Aquila sarà centro di riferimento per le donazioni e i trapianti di cornea e membrane amniotiche. Sempre a Chieti la nuova rete conferma il centro per le cellule staminali degli impianti e trapianti in oftalmologia. E infine a Pescara ci sarà la banca regionale del sangue di cordone ombelicale con annessa rete di raccolta.
I SUPER OSPEDALI. Il criterio per ridisegnare la nuova rete ospedaliera è quello del numero di strutture complesse per acuti che, in base alla riprogrammazione, prevede 179 unità «ben ricomprese all’interno della forbice tra un numero minimo 136 un massimo di 282 strutture». Entriamo nel merito. «Nella regione Abruzzo la organizzazione dei presidi a più elevato livello assistenziale con funzioni di Dea di secondo livello richiede l’istituzione del dipartimento interaziendale», così l’assessorato alla Sanità rassicura sulla possibilità di creare due super ospedali “condivisi e funzionali” in cui le cardiochirurgie diventeranno i punti d’eccellenza di Chieti e Teramo mentre le neurochirurgie di Pescara e L’Aquila. Ma se per Chieti la partita è chiusa non si può dire la stessa cosa per Teramo. È stato l’assessore Verì, infatti, ad avvisare i colleghi di giunta e i componenti della V Commissione consiliare Sanità che «lo studio di fattibilità del Dea di secondo livello composto dal Mazzini di Teramo e il San Salvatore dell’Aquila è ancora in corso».
DA ATESSA A PENNE. È salvo l’ospedale di Atessa come presidio di Area disagiata. Sul documento si legge che le sedi di pronto soccorso saranno sistemate certamente nei presidi di Sulmona, Giulianova, Atri, Sant’Omero, Popoli e Penne, mentre gli ospedali di Avezzano, Lanciano e Vasto rientrano nei cosiddetti Dea di primo livello con funzione di spoke cioè immediatamente al di sotto dei Dea di secondo livello.
VASTO NEL LIMBO. I centri hub, i fulcri dove si svilupperanno le attività di Cardiologia, Utic ed Emodinamica saranno L’Aquila, Chieti, Pescara, Teramo ed Avezzano. Avranno Cardiologia e Utic, ma non l’emodinamica, Lanciano, Vasto e Giulianova con la possibilità però di attivare il reparto al San Pio di Vasto con la sottoscrizione di un accordo di confine con il Molise, progetto mai tramontato e proposto inizialmente dal direttore del dipartimento Salute e Welfare, Angelo Muraglia.
IL 118, ORTONA E SULMONA. Di fulcri del 118 se ne prevedono due sistemati al San Salvatore dell’Aquila e nell’area metropolitana Chieti-Pescara, all’interno dell’aeroporto d’Abruzzo. Per i centri di Senologia, gli hub riguardano gli ospedali di Ortona e dell’Aquila, mentre quelli immediatamente al di sotto, cioè gli spoke, saranno a Pescara e Teramo. C’è poi il capitolo del punto nascita di Sulmona che «nonostante presenti un numero di parti anno inferiore a 500, la Regione manifesta la volontà di reiterare l’istanza di deroga», così si legge sul nuovo piano. L’ultimo capitolo riguarda gli ospedali di comunità a Gissi, Casoli, Pescina, Tagliacozzo e Guardiagrele. Ma la classificazione di quest’ultimo non è ancora definita. Il Santissima Immacolata potrebbe infatti diventare un centro ospedaliero collegato al Dea di secondo livello di Chieti.
PARLA SOSPIRI.«Il piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese rappresenta una promessa fatta ai territori e puntualmente mantenuta», è il commento del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri. «Pescara», continua l’esponente di Forza Italia, «avrà un Dea di secondo livello, mentre Penne torna ad avere un vero ospedale con un pronto soccorso operativo 24 ore su 24 e la riapertura dei reparti connessi per garantire il diritto alla salute dei cittadini. Popoli si conferma centro pubblico di riabilitazione di altissima specializzazione anch’esso dotato di un pronto soccorso h24. Ora», conclude il forzista, «inizia una fase di confronto virile con il Governo. Un confronto che sosterremo con forza e che vede il consiglio regionale tornare protagonista visto che le scelte questa volta non dipendono da un solo uomo al comando».
PAOLUCCI E 5 STELLE. La critica di Sospiri è all’ex governatore Luciano D’Alfonso. Sul fronte opposto l’ex assessore, Silvio Paolucci, spezza una lancia in favore di Verì. «L’assessore, con onestà intellettuale, ha illustrato la proposta della nuova rete ospedaliera abruzzese che conferma la precedente programmazione con gli allineamenti fino ad aprile 2021 per Penne e Popoli».
Ma per Paolucci sarebbero molte anche le promesse tradite. Anche se la vera stoccata il Dem la rifila al M5S nazionale che non ha apportato alcuna variazione alla programmazione nazionale. «Un piano non completo, una bozza niente di più, questo è il documento che ci ha propinato l’assessore Verì», sbottano infine i 5 Stelle abruzzesi con a capo Domenico Pettinari spalleggiato da Pietro Smargiassi e Francesco Taglieri.