Ostetrici e ginecologi «Sì al riordino delle maternità»

19 Aprile 2015

LANCIANO. Collaborazione piena con il programma di riordino dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, questa la sintesi di un convegno che si è svolto ieri pomeriggio all’hotel Villa...

LANCIANO. Collaborazione piena con il programma di riordino dell’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, questa la sintesi di un convegno che si è svolto ieri pomeriggio all’hotel Villa Medici sul tema “Sicurezza dei e nei punti nascita”. Il sostegno al “progetto” Paolucci è arrivato dall’Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) dell’Abruzzo. «I punti nascita? Carenti sull'emergenza parto» ha esordito Quirino Di Nisio, presidente dell’Aogoi regionale. L’Abruzzo deve adeguarsi ai parametri nazionali e uscire dal commissariamento e i Lea (i livelli essenziali di assistenza) dicono che su 12 punti nascita in Abruzzo solo 8 hanno un’attività superiore ai 500 nati l’anno, il minimo previsto dal Piano Fazio e le strutture a rischio sono quelle di Ortona, Penne, Sulmona, Atri. «Sono necessari» ha continuato Di Nisio «l’attivazione del servizio di trasporto assistito materno, il trasporto di emergenza neonatale, sala operatoria sempre pronta e disponibile H24 per le emergenze ostetriche, aree dedicate al pronto soccorso ostetrico, presenza di almeno tre ostetriche per turno fino a 1500 parti/anno che salgono a quattro, per turno, fino a 2000 parti l’anno». Nel corso del battito è emerso che per la sicurezza delle gestanti è necessario che una sala operatoria sia presente nel blocco travaglio/parto al fine di poter fare interventi d'urgenza. In Regione nessun blocco parto contiene una sala operatoria, un’assoluta minoranza di presidi ospedalieri presenta sale operatorie sullo stesso piano della sala parto (esempio l'ospedale di Teramo), in tre dei presidi ospedalieri a più elevata numerosità di parti (Chieti, Pescara, L'Aquila) le sale operatorie sono dislocate a svariati piani di distanza dalla sala parto, rendendo assolutamente insicuro l'evento parto. Significativo l’intervento della dottoressa Marina Tobia, che è stato primario nel reparto di Ostetricia e Ginecologia al Santissima Annunziata di Sulmona: «Mi sono dovuta far prestare i ferri dall’ospedale di L’Aquila; cosa si offre nei piccoli centri alle donne per partorire?». «La nostra Regione non ha un materno/infantile “civile”, sicuro per mamma e bambino» ha esordito Francesco Chiarelli, capo dipartimento materno/infantile Asl Lanciano-Chieti-Vasto, «A volte, gli esiti di ciò sono lesioni cerebrali da ipoossigenazione nel corso del travaglio; in Abruzzo i casi sono più alti d’Italia». Per il primario di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Lanciano, Antonio Di Francesco: «Il percorso intrapreso è quello giusto» mentre per Maria Amato, parlamentare e radiologa: «In Abruzzo c’è bisogno di una sanità moderna e sicura ed essa va costruita con coraggio».

Al convegno era presente Alfonso Mascitelli, medico ospedaliero, commissario all'Agenzia sanitaria regionale: «Contro attacchi sterili, l’attuale Governo regionale tende alla qualità ed è chiaro che il numero dei parti è un elemento importante per garantire la sicurezza». Il compito primario dell’attuale Governo regionale è, per l’assessore Paolucci «Uscire dal commissariamento e spiegare bene qual è l’indirizzo che dobbiamo intraprendere. Le scelte non devono essere fraintese e convegno come questo è importante per far capire come stanno le cose. Mi accusano di tante cose, come il taglio dei posti letto ma, sia ben chiaro, nessun taglio ma economie in scala. Dobbiamo far conoscere la nostra riforma ed io chiedo non di assecondarla ma di accompagnarla con le vostre competenze. Non possono esserci vescovi» ha concluso l'assessore «che senza sapere nulla di sanità parlano a vanvera. L'esigenza di una sanità moderna dovrebbe nascere da tutti».

Matteo Del Nobile

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