Pagano: sulle tasse scivolone del governo

Il coordinatore regionale di Forza Italia: il candidato del centrodestra alle prossime regionali va concertato con gli alleati
PESCARA. Giudizio complessivamente negativo su come il governo Lega-5 Stelle ha trattato gli emendamenti al decreto terremoto in Senato, e apertura al dialogo sulla scelta dei candidati del centrodestra alle prossime elezioni regionali e comunali in Abruzzo.
Parola del coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano.
Senatore, com’è andata con il decreto terremoto in Senato?
«Il decreto sisma è stato l’ultimo atto del governo Gentiloni e prevedeva il pagamento dei tributi Irpef del terremoto 2016/2017. Se ne è discusso in aula, ma purtroppo per volontà del governo attuale su indicazione del ministero di Economia e finanza, rappresentata dal viceministro Laura Castelli del Movimento 5 Stelle, che è vice ministro dell’Economia, è stato dato parere contrario ed è stato votato così. Il governo gialloverde, quindi il Movimento 5 Stelle e la Lega, hanno votato contro l’emendamento firmato da Quagliariello, da me e da altri componenti di FI, e anche del Pd. Io avevo proposto altri emendamenti che riguardavano il terremoto 2016/2017, e innanzitutto l’inserimento di 5 comuni nel cratere: Penne, Catignano, Civitella Casanova, Basciano e Penna Sant’Andrea. È uscito come approvato, ma in realtà mi era stato chiesto, quasi supplicandomi, di trasformarlo in un ordine del giorno. Ho chiesto che venisse firmato anche dai colleghi di Forza Italia e che arrivasse alla Camera dei deputati affinché si trovassero le risorse da inserire».
È stata tirata in ballo anche la questione della restituzione delle tasse post-sisma dell’Aquila.
«Questo decreto è stata l’occasione per occuparci anche del terremoto dell’Aquila, in particolare della questione legata al procedimento di infrazione che è stato rivolto al governo italiano della commissione europea in relazione alla restituzione delle tasse».
Che giudizio ha tratto della seduta in Senato?
«Il giudizio complessivo, su come il governo attuale ha gestito questa cosa, è negativo perché il tema della riduzione delle tasse fa tornare alla mente quando all’Aquila, Silvio Berlusconi riuscì, con il sostegno di Gianni Letta, a ridurre l’importo complessivo delle tasse del 60%, per cui fu fatta una rateizzazione da 120 rate in 10 anni. Questo tipo di emendamento è stato riproposto tale e quale per dire: voi trattate i terremotati del 2016 nello stesso modo oppure no? È stato bocciato. In campagna elettorale 5 Stelle e Lega – sulla mancata chiusura dell’ospedale di Penne, sulla riduzione delle tasse, sull’inserimento dei Comuni nel cratere, sul de minimis da innalzare da 200mila a 500mila – avevano dato ampia disponibilità a risolverli. Purtroppo, una volta al governo, non li hanno risolti. Ci auguriamo che siccome c’è una seconda votazione alla Camera per allora almeno alcuni problemi vengano risolti».
Si fanno tanti nomi per il candidato presidente alle Regionali. In che misura inciderà Roma sulla scelta, magari nell’ambito di una ripartizione nazionale dei candidati?
«Ritengo che sarà una scelta abruzzese nella misura in cui in Abruzzo riusciremo a trovare un accordo locale tra noi, Lega, Udc, Fratelli d’Italia. Ci vuole una sintesi intorno a una figura che possa rappresentare tutti. Noi la chiederemo per Forza Italia. Diversamente, dovremo trascinare il problema a livello nazionale. Si deciderà anche in base ai sondaggi sugli aspiranti candidati presidenti e su un equilibrio a livello nazionale. Al 90% la soluzione sarà presa a Roma».
Forza Italia è all’opposizione del governo, ma alleato della Lega negli enti locali. Come conciliate questo doppio forno attuato dal partito di Salvini?
«È un’anomalia la Lega alleata al governo con i 5 Stelle e con noi in tutta Italia. È una novità. A sentire Berlusconi e Salvini questa anomalia non viene recepita come tale a livello locale. Salvini ha sempre detto, e io mi fido, che non è mai stata messa in discussione la loro appartenenza all’area politica del centrodestra. Nei due Comuni Teramo e Silvi siamo andati uniti. Sono convinto che l’alleanza resterà».
Il prossimo anno si vota nei grandi Comuni. Come vi muoverete? Temete forse un accordo tra Lega e 5 Stelle?
«Penso che la Lega sia composta da uomini e donne di centrodestra, sarà molto difficile che modifichi il proprio ruolo e assetto nei territori, troverei stravagante che nelle regioni del nord sia alleata con noi e nel centrosud con altri».
Bellachioma della Lega, sulla scelta del governatore, ribadisce che lei non può chiedere il rispetto dei patti, salvo poi uscire ferocemente sugli emendamenti.
«Vorrei precisare cosa intendevo per neofita, e cioè che non è offensivo ma inaccettabile che un alleato dica “io non medio su una posizione”. Se siamo in un’alleanza è ovvio che devi mediare per forza. FI è molto più strutturata sul territorio con sindaci, decine di amministratori, un patrimonio che va rispettato. Non si può dire che siccome alcuni sondaggi oscillano in un senso o nell’altro si sfugga alla considerazione dell’alleato. Se la Lega o FI vanno da soli si perde. Io faccio gli emendamenti per risolvere i problemi degli abruzzesi e se la Lega vota contro ho il dovere di dirlo».
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