Paolucci attacca: «Trabocchi elettorali»

Il centrosinistra boccia senza appello la norma-salvataggio firmata da Sospiri e Montepara. E scrive a sindaci e associazioni
PESCARA. «Serve solo a far felice un pezzo di elettorato e ad affossare il progetto sul sistema turistico della Costa dei Trabocchi».
Silvio Paolucci è caustico. Il capogruppo del Pd spara a zero contro la maggioranza che ha sfornato un progetto di legge salva-trabocchi dando il via libera a nuove strutture ampie oltre 200 metri quadri. Ma è una trovata elettorale, così sbotta il Dem che ha inviato una mail ai sindaci della costa teatina e alle associazioni (comprese le ambientaliste rimaste finora in silenzio).
«Caro sindaco, in allegato ti trasmetto il PdL 10/2019 sulla questione di cogente attualità relativa al “dimensionamento dei trabocchi”», scrive Paolucci che avverte: il provvedimento sarà varato subito. Accadrà martedì in consiglio regionale. «Ma la questione, di così grande impatto, ha bisogno di un opportuno approfondimento insieme agli amministratori, operatori del settore ed alle associazioni», dice l’ex assessore a una vasta platea di interessati che invita «a intraprendere iniziative insieme».
Intorno al progetto di legge, si alza la bufera. «La parte di struttura componente il trabocco destinata a ristorazione aperta al pubblico non può eccedere la superficie di 160 metri quadrati e la parte di struttura destinata ai servizi accessori connessi alla ristorazione, quali cucina e servizi, non può eccedere la superficie di 50 metri quadrati». Ecco in sintesi la proposta presentata da Lorenzo Sospiri (Forza Italia) e Fabrizio Montepara (Lega) per far fronte ad una emergenza che vede i trabocchi sott’inchiesta, per difformità con il progetto originario, e i proprietari diffidati, da parte della Capitaneria di porto di Ortona, a ristabilire la situazione ex ante e (per ora solo da parte del Comune di San Vito) a riaprire i ristoranti che ufficialmente non sono stati autorizzati.
«La definizione dei trabocchi solo e soltanto come ristoranti, avallando una situazione già scelta dagli utenti ma introducendo limiti di spazio e presenze sulle strutture, lascia più di un dubbio», spiega Paolucci al Centro, «serve in realtà soltanto a far felice un pezzo di elettorato e ad affossare il progetto sul sistema turistico della Costa dei Trabocchi, dichiarando che quel pregiato territorio altro non può essere che uno spettacolare, lungo centro commerciale riservato alla ristorazione che non può e non deve essere sottoposto agli indirizzi ed alla programmazione che un sistema turistico di interessi diffusi dovrebbe prevedere. Questa è la realtà».
Per il capo del Pd in Emiciclo: «L'iniziativa del centrodestra rende sostanzialmente felici i gestori dei trabocchi o alcuni di loro, certificandoli come ristoratori e consentendo agli stessi modifiche dei loro spazi, ma introducendo limiti che in realtà non limitano nulla senza affrontare alcun tema legato alla sicurezza. Scelte nate nel chiuso di stanze», accusa Paolucci, «tra pochi intimi, mosse solo da calcoli elettoralistici. Scelte facili: avallo una realtà già di fatto esistente, strizzo l'occhio ai gestori dei trabocchi, fingo di aver recepito la protesta degli altri ristoratori della zona, e soprattutto cancello il sistema turistico della Costa dei Trabocchi, senza confrontarmi con nessuno».
Per il Dem invece i veri temi sono altri. «La legge non risolve le due questioni cruciali che sono da un lato promuovere la bellezza e rendere certa la sicurezza, attraverso un piano pubblico-privato condiviso di manutenzioni ordinarie e straordinarie, e dall’altro investire sulla creazione del brand della Costa dei Trabocchi, percorso che dovrebbe coinvolgere a pieno queste straordinarie macchine da pesca, con tutte le opportunità che possono offrire, non solo ristorative, per le quali siamo anche d’accordo, e tutti i soggetti interessati: sindaci, associazioni di categoria, associazioni ambientaliste, Dmc in relazione al contratto di costa, e la Provincia di Chieti impegnata sulla pista ciclopedonale».

