Parco della Majella Le multe pazze alla Corte dei conti

24 Agosto 2018

L’annuncio di Mazzocca dopo le sentenze della Cassazione «Aiuteremo i cittadini a recuperare le somme pagate»

PESCARA . Annuncia esposti alla Corte dei conti, e azioni legali a supporto dei cittadini, per il recupero delle somme pagate dai cittadini raggiunti dalle maxi-multe elevate dalla vecchia gestione del Parco nazionale della Majella, che ammonterebbero a diverse centinaia di migliaia di euro. È il sottosegretario alla presidenza della Regione, Mario Mazzocca, che si renderà promotore un’azione legale dopo le sentenze della Corte di Cassazione che ha stabilito come il potere sanzionatorio del parco non potesse eccedere i limiti stabiliti dalla normativa nazionale. «I responsabili», ha detto ieri Mazzocca nel corso di una conferenza stampa, alla quale ha partecipato anche il sindaco di Palena e attuale presidente pro-tempore del Parco della Majella, Claudio D’Emilio, «se la vedranno con la Corte dei conti. La Cassazione ha demolito le multe pazze della vecchia gestione del Parco Nazionale della Majella. Un epilogo scontato di una vicenda ai limiti del paradosso e che non resterà dormiente», ha assicurato Mazzocca. «Avevamo ragione noi sindaci, allora minuscoli rappresentanti di un grande territorio. Lo avevamo detto e scritto da 6 anni. All’epoca», ha aggiunto, «manifestammo tutte le nostre perplessità, dapprima con una nota specifica al Ministero, poi con una Deliberazione della Comunità del Parco, circa le disposizioni contenute nell’atto che, fin dall’inizio, apparve chiaramente controverso, dotato di un corposo margine di discrezionalità nella fase applicativa, mai ratificato dal Consiglio Direttivo dell’Ente, oltre che pubblicato sul sito ufficiale e sull’albo pretorio on-line dell’Ente solo anni dopo. Ma soprattutto, ad una analisi più approfondita, rilevammo allora come le esose multe applicate dal Parco Majella, stangate fino a centinaia di migliaia di euro, fossero totalmente illegittime, non previste dalla legge, eccedenti i poteri assegnati dallo Stato, dunque abusive». Fu il nuovo presidente, Franco Iezzi, ha detto Mazzocca, a sospendere la delibera che istituiva le maxi-sanzioni. «Purtroppo, però, buona parte del danno era già fatto», chiosa il sottosegretario, perché quella delibera ha innescato «una lunga scia di contenziosi, alcuni dei quali solo in questi mesi stanno giungendo a conclusione con un epilogo che vede soccombere l’Ente Parco. Sono già tre, infatti, le sentenze emesse dalla suprema Corte di Cassazione che condannano il Parco Majella a ristorare tutte le spese ai cittadini».