Parco, muore un altro orso È bracconaggio? Si indaga

10 Giugno 2014

Ferroio era seguito dai ricercatori, aveva 14 anni. In passato raid in allevamenti Ciò che resta della carcassa inviato in un istituto specializzato per le analisi

CIVITELLA ALFEDENA. Un altro orso, simbolo del Parco nazionale d’Abruzzo, è stato trovato morto ieri mattina a Civitella Alfedena. Mistero sulle cause del decesso dell’animale, un individuo di sesso maschile adulto di circa 14 anni di età, conosciuto dai ricercatori con il nome di Ferroio. Gli esami necroscopici accerteranno la ragione della sua morte. È possibile che possa trattarsi di cause naturali, ma al momento non si esclude un’azione di bracconaggio o un caso di avvelenamento. L’avanzato stato di decomposizione infatti consente solo di fare delle ipotesi.

La carcassa è stata trovata ieri mattina in località “Prato Cardoso”. Grazie al marchio auricolare, gli agenti del Servizio di sorveglianza del Parco hanno subito accertato che si tratta di Ferroio, plantigrado frequentatore dell’omonima zona (da qui il nome) ricadente nel comune di Scanno. Un orso che in passato ha compiuto anche raid in allevamenti e orti della zona.

Scattato l’allarme, sul luogo del ritrovamento sono intervenuti il medico veterinario, gli uomini del servizio scientifico e gli agenti del Corpo forestale che hanno provveduto a fare i primi rilievi. Con le Guardie del Parco è andato sul posto anche il presidente Antonio Carrara. La carcassa è stata recuperata nel primo pomeriggio ed è stata trasportata a Pescasseroli.

«Eravamo pronti a diffondere la notizia della nascita di due nuovi orsacchiotti» commenta molto amareggiato Antonio Carrara, presidente del Parco nazionale d’Abruzzo «e invece siamo costretti a prendere atto della morte di un altro splendido esemplare di orso bruno marsicano. L’avanzato stato di decomposizione dell’animale non permette di formulare ipotesi certe, ma è chiaro che il mio auspicio è che possa trattarsi di morte per cause naturali. Gli esami dei prossimi giorni faranno luce sull’episodio. Non possiamo escludere nulla».

L’esiguità dei resti recuperati, come pure il fatto che la morte è da far risalire a qualche settimana fa (in zona c’era neve fino a poco tempo prima), aumenta il mistero attorno alla morte di Ferroio.

I resti verranno sottoposti alle analisi nell’Istituto zooprofilattico per l’Abruzzo e il Molise di Teramo. Salgono quindi a due gli esemplari di orso bruno marsicano rinvenuti morti nel corso di quest’anno.

Solo il 14 marzo scorso, in località Sperone di Gioia dei Marsi, fu trovata agonizzante, sempre dalle Guardie del Parco, un’orsa che morì dopo poche ore. Il giovane plantigrado, di circa 6 anni di età, fu ucciso dalla tubercolosi bovina. I risultati degli esami eseguiti dal centro di referenza nazionale per la Medicina forense veterinaria dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, con sede a Grosseto, attribuirono infatti a una infezione da tubercolosi bovina le cause della morte dell’orsa. Nel 2013 invece l'orso Stefano fu rinvenuto alle pendici del Monte Marrone, nel versante molisano del Parco nazionale d’Abruzzo. Sul plantigrado non furono rilevate lesioni particolari pur presentando una fuoriuscita di sangue fresco dal naso, che fece supporre un decesso avvenuto da poche ore rispetto all’arrivo dei soccorritori. Aveva circa 18 mesi invece il giovane orso i cui resti furono rinvenuti in località Cerasuolo, nel comune di Filignano, al di fuori del perimetro del Parco nel 2009.

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