Parisi a Sulmona con Caldoro «No a una riforma pasticciata»

25 Ottobre 2016

SULMONA. Grande partecipazione ieri sera, al foyer del Teatro comunale di Sulmona, per l’incontro sul referendum costituzionale, promosso da Forza Italia, alla presenza di Stefano Parisi, leader in...

SULMONA. Grande partecipazione ieri sera, al foyer del Teatro comunale di Sulmona, per l’incontro sul referendum costituzionale, promosso da Forza Italia, alla presenza di Stefano Parisi, leader in pectore del centrodestra. Con lui il senatore Augusto Minzolini, l’ex presidente della Campania, Stefano Caldoro e la senatrice Paola Pelino, oltre ai maggiori esponenti regionali del partito di Berlusconi. «Forza Italia è per il No perché questa riforma costituzionale è una riforma pasticciata e fatta male», ha esordito subito Parisi al suo arrivo a Sulmona. «La costituzione è una cosa seria e la riforma lascerebbe una grande confusione. Non possiamo permettercelo perché in Italia abbiamo urgenza di politiche economiche, per lo sviluppo e per l’occupazione, contro l’immigrazione e per la sicurezza. Abbiamo tanti altri problemi e non quello di mettere altra confusione nelle nostre già inefficienti istituzioni». Per l’esponente di Forza Italia «sarà meglio lasciare la costituzione com’è e avviare un processo di riforme ordinato». Sull’esito del referendum Parisi ha quindi sottolineato che «se vincono i Sì ci sarà instabilità istituzionale e ci sarà il rischio di andare a nuove elezioni con questa legge malfatta che è l’Italicum, e di avere entro pochi mesi i Cinquestelle al governo: il rischio peggiore che oggi abbiamo in Italia».

Invece in caso di vittoria dei no, secondo Parisi «la costituzione rimane quella che è e il presidente Sergio Mattarella avrà il compito di trovare un governo che dia tempo al Parlamento di cambiare la legge elettorale e andare il prima possibile al voto». Parisi si è quindi soffermato sul presenzialismo televisivo di Renzi: «Vedo che il presidente del consiglio non si risparmia e credo che farebbe meglio a interessarsi di più dell’economia italiana e della crisi economica, della politica estera italiana che mi sembra molto confusa».

Claudio Lattanzio

©RIPRODUZIONE RISERVATA