Parte anche il richiamo di tre saggi
I docenti del Collegio di Garanzia chiedono di avere voce in capitolo
PESCARA. Non è certamente una Corte Costituzionale locale, ma ci va vicino. E chiede di avere voce in capitolo, più di quanto ne abbia già avuta l’Ufficio legislativo della Regione, nell’interpretazione di Statuto e leggi elettorali, per definire la data del voto in Abruzzo. Tre illustri docenti, Romano Orrù, Giampiero di Plinio e Pasquale Minunni, componenti del Collegio regionale di Garanzia Statutaria, hanno così scritto una lettera al presidente del consiglio, Giuseppe Di Pangrazio e tutti i consiglieri, in cui, oltre rivendicare una posizione super partes, sottolineano il fatto che spetti a loro «dare risposte di rango tecnico-scientifico alle questioni controverse di interpretazione dello Statuto e di legittimità statutaria (e, per via interposta, costituzionale) dell’azione regionale», anche perché il Collegio di Garanzia è «organo autenticamente imparziale e indipendente».
E arriviamo al dunque: «L’omissione della sua consultazione, specie in presenza di contrastanti posizioni delle forze politiche regionali e di differenti richieste di parere, evidenzia un vulnus ai valori costituzionali racchiusi nello Statuto regionale e nella sua legislazione attuativa, che testimonia purtroppo, anche nella nostra Regione, la frattura tra modello e realtà». Una presa d’atto di cui si dovrà tenere conto per evitare il rischio di empasse delle istituzioni. (l.c.)

