Passione e innovazione per l’agricoltura giovane

Coltivazioni biologiche, accoglienza, nuove filiere, prodotti di nicchia sono i punti di forza degli imprenditori agricoli premiati a Pescara
PESCARA. Passione, innovazione e agricoltura. Il ritorno dei giovani alla terra vuol dire ritorno alle radici, ma per molti è un'opportunità per guardare al futuro, ad un lavoro che si trova con sempre maggiori difficoltà nonostante anni di studio e formazione.
Quello che è cambiato negli ultimi anni è che l'agricoltura è oggi scelta come vera opportunità di realizzazione. Non si tratta di proseguire il lavoro iniziato dal nonno, o comunque non solo. Si tratta di acquisire competenze per creare prodotti sempre più sani, biologici, ma al tempo stesso innovativi e farli conoscere oltre i confini.
Sei dei giovani abruzzesi che hanno deciso di investire in questo ambito sono stati premiati ieri da Coldiretti giovani impresa all'appuntamento annuale con l'Oscar Green, il riconoscimento sull'innovazione promosso dalla Coldiretti.
C'è chi produce uova di quaglia contro il colesterolo e le allergie, il fiorista a chilometro zero, l'officina contadina. E poi ancora ci sono i tartufi aquilani esportati in tutto il mondo, 100 per cento bio. Sono alcune delle esperienze messe in atto dai giovani imprenditori agricoli premiati alla presenza della delegata nazionale Maria Letizia Gardoni, del segretario nazionale Carmelo Troccoli e dei dirigenti abruzzesi Domenico Pasetti, Alberto Bertinelli e Pier Carmine Tilli.
Presenti alla cerimonia di conferimento dei titoli anche il sindaco di Pescara Marco Aessandrini e il sottosegretario alla presidenza della Regione Camillo D'Alessandro.
PRODOTTI E ACCOGLIENZA. Tra gli insigniti dell'Oscar Green c'è Francesco Chiarieri 25 anni di Pianella, titolare della società agricola Chiarieri. Ha vinto per la categoria Stile e Cultura d’impresa. E’ produttore di olio e di vino e ha scelto di potenziare la struttura ricettiva aziendale trasformando la vecchia cantina in un locale degustazione da una parte, sala esperienziale dall’altra per riproporre seppur in un ambiente confinato, la natura delle proprie viti.
UOVA DI QUAGLIA. Premiati anche Emiliano e Alessandra Paccione, di Ripa Teatina, rispettivamente 43 e 40 anni, titolari della Fattoria Ale. Gli imprenditori si sono completamente dedicati alla produzione e alla lavorazione delle uova di quaglia, un prodotto poco conosciuto e diffuso che si caratterizza tuttavia per il basso contenuto di colesterolo. Emiliano ed Alessandra le commercializzano fresche e trasformate sotto forma di dolci e pasta. Hanno vinto la categoria In filiera.
OLIVI BIO. Martina Paris, 24 anni, di Moscufo è la vincitrice della categoria Ideando rivolta ai nuovi insediati. Nella sua azienda conosciuta col nome di Officina Contadina, coltiva con passione un centinaio di olivi con metodo rigorosamente biologico e numerose varietà di ortaggi anche non molto diffusi come la zucca luffa, la lattuga cerbiatta e la cipolla bianca di Fara anch’essi biologici. Tra le altre cose l’azienda si caratterizza per la coltivazione di piante officinali come calendule ed echinacee. E’ imprenditrice agricola da due anni.
TARTUFI E DERIVATI. Svetlana Kashina, 33 anni, di Molina Aterno è titolare insieme al marito Gianni Fasciani dell’azienda agricola Fasciani, specializzata nella produzione di tartufi da oltre 30 anni. Loro sono vincitori della categoria Esportare il territorio. Hanno l’esclusiva per la fornitura di tartufi e derivati e di ristoranti di una delle maggiori catene di navi da crociera extra lusso riuscendo così a far conoscere la terra d’Abruzzo in ogni angolo del mondo.
IL MAIALE NERO. Pascal Tinari, di Guardiagrele, ha 25 anni ed è titolare dell’azienda agricola Fattoria Villa Maiella. Il giovane ha scelto di dedicarsi al settore agricolo per amore del cibo di qualità. Figlio d’arte, il papà è Peppino Tinari del ristorante stellato Villa Maiella, Pascal è titolare di un’azienda ad indirizzo zootecnico che alleva, tra i pochissimi nella regione, il maiale nero d’Abruzzo, una pregiata razza autoctona diventata introvabile con l’avvento della suinicoltura industriale. Pascal ha scelto di allevare questa specie strettamente legata all’identità del territorio e proporla direttamente al consumatore finale. Tinari ha vinto nella categoria Non solo agricoltura. A ritirare il premio per lui (impegnato in viaggio di nozze), il papà.
VIVAISMO A KM ZERO. Simonetta Scatoletta, 21 anni, di Spoltore, collaboratrice del Vivaio Altea, ha vinto per la categoria Campagna Amica per essere riuscita ad applicare anche nel vivaismo il concetto del chilometro zero. L’ Altea, in cui Simona si occupa della parte commerciale e della produzione, è fortemente inserita nella rete di Campagna Amica, in cui è presente nei mercati fissi e occasionali anche con la vendita delle piante officinali.
SPOLTORE PAESE AMICO. Un riconoscimento particolare, l’Oscar per il Paese Amico, è stato attribuito al Comune di Spoltore per aver compreso l’importanza del progetto di filiera agricola e averlo condiviso operativamente con l’apertura dei mercati di Campagna Amica e la sensibilizzazione della cittadinanza attraverso l’importante iniziativa degli orti urbani.
A ritirare il premio è stato l’assessore Chiara Trulli.
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