Pastore abruzzese, il nome del cane è legge

Approvato all’unanimità l’emendamento di Verrecchia (FdI): l’animale non si chiamerà più mastino
L’AQUILA
Via il termine “mastino” dalla legge regionale: la denominazione sarà «cane da pastore abruzzese”. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’emendamento che modifica la legge 21 del 9 luglio 2016, accogliendo una richiesta avanzata da anni dal mondo cinofilo e dalle realtà impegnate nella tutela della razza. A darne notizia è il capogruppo di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, che ha firmato e sostenuto la proposta, condivisa anche dal vicepresidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente.
La modifica interviene sul nome utilizzato nella normativa regionale per identificare il cane bianco da custodia delle greggi, legato alla tradizione pastorale del territorio. Una correzione che, per il consigliere, punta a riconoscerne la storia, le origini e la funzione, valorizzando anche il suo ruolo nel patrimonio culturale della regione.
«Si tratta di una modifica attesa da molto tempo, che corregge un’imprecisione terminologica presente nella normativa regionale e riconosce pienamente l’identità del nostro cane bianco da custodia delle greggi», afferma Verrecchia. Il voto unanime dell’assemblea segna, secondo il capogruppo, l’approdo di un percorso portato avanti per anni, al quale hanno contribuito le richieste delle associazioni e degli appassionati impegnati nella tutela della razza.
Nel 2017 l’assemblea generale dei soci del circolo del Pastore maremmano abruzzese aveva chiesto la modifica della denominazione ufficiale. Nel 2019 anche i gruppi cinofili abruzzesi dell’Enci avevano espresso il proprio sostegno all’iniziativa. L’emendamento approvato dal Consiglio raccoglie così le istanze che avevano trovato spazio e consenso nel mondo cinofilo.
Al centro della proposta c’è il superamento di una parola ritenuta inadeguata a descrivere l’animale. «Il termine “Mastino”, ormai desueto e fonte di confusione, non descrive adeguatamente la natura, la funzione e la storia di questo straordinario animale», dice Verrecchia. Da qui la scelta di adottare la ufficialmente la denominazione “Cane da Pastore Abruzzese”.
«Non è soltanto una questione di parole: è una scelta che riguarda la cultura, la storia e le tradizioni, oltre al rispetto per chi, da generazioni, si impegna nella tutela di questa razza», aggiunge il capogruppo di FdI. Un riconoscimento che il consigliere lega al rapporto tra il cane da pastore e l’identità territoriale abruzzese. Poi il ringraziamento ai colleghi che hanno sostenuto la proposta: «È un segnale di attenzione verso il nostro patrimonio culturale e verso una tradizione che merita di essere preservata e tramandata alle future generazioni».

