Il grande affare dei concerti in Abruzzo tra privati, soldi pubblici e la sfida delle piazze piene

I contributi dei Comuni concessi alle società degli eventi, ma per gli spettatori.
i biglietti restano a prezzo pieno. E ora gli atti finiscono alla Corte dei conti
I concerti sono un affare per tutti. Per gli appassionati che cantano e ballano tra la folla. Per quelli che li organizzano che hanno l’obiettivo dichiarato di fare profitti. A anche per i politici che, sui “grandi eventi”, così ormai si chiamano le manifestazioni, costruiscono il loro consenso. Si chiama “Affare concerti. Privati e soldi pubblici” un’altra puntata di “31 minuti”, settimanale di approfondimento di Rete8 in collaborazione con il Centro che va in onda questa sera alle ore 22.30 (videomaker Giuliano Vernaschi, regia di Danilo Cinquino e Antonio D’Ottavio).
Se Giulio Cesare divideva la Gallia in tre parti, così è anche per i concerti: ci sono i concerti organizzati dalle società private in cui per entrare si paga un biglietto che, per gli spettatori, diventa sempre più costoso; poi ci sono i concerti organizzati dagli enti pubblici, quindi con i soldi dei cittadini, a ingresso gratuito; e ci sono anche i concerti organizzati dalle società private ma con un sostanzioso contributo di soldi pubblici, quindi sempre i soldi nostri, ma qui per entrare e guardare lo spettacolo bisogna pagare lo stesso un biglietto. In questo gioco, vince chi prende di più, perde chi paga di più.
Un esempio di concerti organizzati dagli enti locali e pagati con i soldi dei cittadini è quello di Tommaso Paradiso: l’evento dell’estate di Pescara andato in scena il 16 luglio scorso con una spesa di circa 250mila euro, a ingresso gratuito per i cittadini. Secondo la delibera della giunta Masci che ha autorizzato la spesa, Paradiso è «uno degli artisti più richiesti e trasversali del panorama nazionale». E la delibera spiega l’effetto Paradiso: «Per l’estate 2026 è prevista una tournée limitata a sole sei date in tutta Italia, rendendo ciascun appuntamento un evento esclusivo e di altissimo richiamo». A proporre al Comune un concerto del genere è stato un privato, l’agenzia Stefano Francioni Produzioni srl di Pescara, un colosso delle produzioni artistiche che detiene l’esclusiva di Paradiso per l’Abruzzo. In questo passaggio spunta il principio dell’infungibilità della prestazione: un’amministrazione pubblica può saltare la gara d’appalto e affidare tutto in via diretta perché, sul mercato, nessuno potrebbe offrire quella determinata prestazione a condizioni diverse e più vantaggiose. Ma, in una trattativa come questa che mette al tavolo privato e pubblico, il potere contrattuale è tutto nelle mani del privato che impone il suo prezzo senza margine di sconto. E oltre al compenso per l’artista, al Comune tocca pagare anche una serie di altre spese che fanno lievitare il conto: c’è il palco che costa circa 100mila euro e poi 10.984,88 euro per la Siae, 13.865,30 euro per il servizio di gestione antincendio e sicurezza, 5.215 euro per il noleggio dei bagni chimici, 1.634,80 per l’affitto di tre torri faro. A Pescara, l’idea vantaggiosa è stata quella di sfruttare lo stesso palco per almeno tre manifestazioni. «Tommaso Paradiso ci ha lasciato un qualcosa di inestimabile», commenta l’assessore pescarese ai Grandi eventi Alfredo Cremonese di Fratelli d’Italia, pronto a replicare il 31 dicembre e il 1° gennaio.
Altro evento dell’estate abruzzese, il Jova Summer party che c’è stato il 12 agosto scorso a Montesilvano, in un’area vuota alle spalle della stazione ferroviaria. Un concerto dal pomeriggio fino alla notte, organizzato da un privato, la società nazionale Trident con la società abruzzese Best Eventi di Pescara, ma con l’aiuto esterno del Comune. Nel giorno del concerto di Jovanotti, per gestire un pubblico di 30.000 persone che hanno pagato almeno 70 euro di biglietto (il pit costava 86 più prevendita e la terrazza 286 euro più prevendita), è stato aperto addirittura il Coc, cioè il Centro operativo comunale, la stessa struttura che entra in funzione in caso di calamità naturali come i nubifragi, gli allagamenti e le nevicate eccezionali. E poi per consentire un sistema di comunicazione efficace tra le forze dell’ordine, l’amministrazione comunale ha dovuto creare anche un ponte radio eccezionale che è costato quasi 6.000 euro con 12 postazioni di controllo operativo destinate a polizia locale, polizia di Stato e sala operativa del Coc. Altra spesa che il Comune ha dovuto sostenere, come deciso durante una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, a Pescara, è quella delle navette gratuite: 4 autobus presi in affitto per un importo di 3.000 euro. Quindi, il Comune ha portato gli spettatori a un evento privato che ha un giro d’affari di oltre 2 milioni di euro in cui, all’interno, si vendono anche cibi e bevande. Ma, secondo gli atti del Comune di Montesilvano, supportare il privato è legittimo e crea un vantaggio economico e di ritorno pubblicitario: per esempio, in quei giorni, tanti contenuti sui social riguardanti Jovanotti sono diventati virali, ne ha parlato addirittura anche il presidente della Regione Marco Marsilio di Fratelli d’Italia con quasi 400mila visualizzazioni. E il Comune di Montesilvano quantifica l’indotto dei concerti e, citando uno studio risalente al 2017 del Ciset (Centro internazionale di studi sull’economia turistica) dell’università di Venezia dice: «In media per ogni euro investito nell’organizzazione e nella promozione di un evento, ne conseguono 12 di spesa di ciascun visitatore e 5 di valore aggiunto, ovverosia di ricchezza finale che rimane al territorio».
Ci sono poi i concerti organizzati dalle società private ma con una sponda nel pubblico. Ed è quello che è successo a Montesilvano, una delle città d’Abruzzo che durante l’estate ha investito fortemente sul settore dell’intrattenimento spendendo oltre un milione di euro. Il Marea Festival è una rassegna di cantanti e gruppi famosi che si esibiscono sulla spiaggia, in un tratto che si chiama Jova Beach, giusto per dare l’idea di quanto il Comune tenga agli eventi. Il contributo pubblico ammonta a 92.400 euro. Secondo gli atti comunali, l’amministrazione ha accettato la proposta della società New Events di Pescara, corrispondendo i soldi a un'altra società sempre con sede a Pescara, la Best Eventi 2: New Events e Best Eventi 2 hanno lo stesso indirizzo. In cambio del sostegno economico, la ditta ha offerto al Comune un concerto a ingresso gratuito, quello di Samurai Jay quantificato in 43.000 euro, mentre tutti gli altri della rassegna sono stati a pagamento, cioè quelli di Salmo e Saif, Negramaro e Alfa con i biglietti a prezzo pieno, da 40 a oltre 60 euro.
Non è la prima volta che il Comune sovvenziona il Marea Festival: è accaduto anche lo scorso anno. E la consigliera comunale di opposizione, Manuela Natale del Pd, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti riguardante la città degli eventi in generale. L’esposto ruota intorno a una serie di presunte irregolarità, come la mancata rotazione degli affidamenti, la carenza di istruttoria e il difetto di motivazione nell’assegnazione degli appalti pubblici per gli eventi organizzati dal Comune in particolare per gli anni 2023, 2024 e 2025: secondo la consigliera, molti eventi affidati (come mercatini, laboratori ed eventi generali “chiavi in mano”) erano in realtà fungibili e organizzabili da una molteplicità di operatori del settore.
Durante l’ultima estate, il Comune di Montesilvano si è rivolto almeno altre due volte alla società Best Eventi 2 di Pescara per organizzare concerti: quello di Francesco Gabbani, costato 95 mila euro, e poi quello di Dito nella Piaga, pagato altri 59mila euro.
Un altro caso simile porta a Francavilla al mare, altra città che d'estate punta sugli eventi per riempire il suo lungomare di turisti. E per attrarre i giovani, una delle manifestazioni più collaudate è lo Shockwave Festival che viene ripetuto da anni sulla spiaggia. I big di quest'anno sono stati Frah Quintale, Maria Antonietta e Colombre, Caparezza e Gemitaiz.
Il Comune, guidato da un’amministrazione di centrosinistra con il sindaco Luisa Russo, ha concesso un finanziamento di 45.000 euro alla rassegna con ingresso a pagamento, praticamente 15.000 euro a serata. Il caso è arrivato al centro di un consiglio comunale con un’interrogazione del consigliere di minoranza Rocco Paolini. Tutto questo è accaduto perché, durante uno dei concerti il rapper Gemitaiz, dal palco, si è scagliato contro le forze dell’ordine impegnate nei controlli antidroga. Per quelle affermazioni, Gemitaiz è finito indagato con l’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale. Nella sua interrogazione il consigliere di opposizione Paolini, ha chiesto all’amministrazione comunale come si scelgono gli artisti che poi si esibiscono, chi decide e perché il Comune ha pagato per una prestazione del genere «che avrebbe rovinato l’immagine della manifestazione». E poi, il consigliere ha contestato «l’entità del sostegno economico comunale a fronte di concerti con biglietti a pagamento».
A rispondere è stata l’assessore comunale Cristina Rapino del Pd che ha preso le distanze da Gemitaiz e ha chiarito che «non c'è un controllo preventivo sui testi, e l'artista è personalmente responsabile delle sue dichiarazioni», poi Rapino ha difeso «la linea strategica dell’amministrazione, volta a differenziare l’offerta culturale per raggiungere ogni fascia d’età e la scelta di affidarsi a professionisti con comprovate capacità organizzative». Stessa linea anche per il sindaco Russo che, recita il verbale, ha difeso «la scelta di affidare i servizi e co-finanziare eventi di alto livello, anche se prevedono un biglietto d'ingresso, per coprire tutte le fasce d’età».

