Pd, Luciani si candida segretario

1 Giugno 2019

Direzione del partito con sorpresa: il sindaco di Francavilla rompe gli schemi

PESCARA. Una direzione lunga, partecipata e richiesta, quella di ieri al Pd regionale. Ragionamenti di post voto e prospettive future, in una seduta nella quale non sono mancati i colpi di scena. Ad aprire i lavori il padrone di casa, il segretario Renzo Di Sabatino, che si è soffermato sull'analisi delle appena trascorsa tornata elettorale. Di Sabatino ha rimarcato il suo ruolo di segretario dimissionario, acconsentendo ad accompagnare la direzione al prossimo congresso. E questo è stato il primo nodo sciolto dal presidente Camillo D'Alessandro, che ha chiarito quali saranno i tempi per il rinnovo della segreteria regionale: entro la prossima settimana verrà convocata una nuova direzione che chiarirà la regolamentazione del congresso, la raccolta delle candidature avverrà entro il 30 giugno ed il congresso si svolgerà la terza domenica di luglio, ovvero il 21. Il presidente ha auspicato che si possa giungere ad un congresso con un'unica candidatura, quindi frutto di un accordo tra le mozioni: «Bisogna spogliarsi dell'ipocrisia di festeggiare tutti insieme quando si vince, ma poi di dare le responsabilità solo a pochi quando si perde», ha rimarcato D'Alessandro. Interventi di analisi voto anche per il senatore Luciano D'Alfonso e per il coordinatore della mozione Zingaretti, Andrea Catena, che pure ha auspicato un'unica candidatura al congresso. Non è sfuggita la presa di posizione del sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, fervente sostenitore di Nicola Zingaretti che a Francavilla ha conseguito il 75% dei consensi il 3 marzo.
Luciani ha messo sul tavolo la sua candidatura a segretario regionale Pd: «Mi sento una voce fuori dal coro», ha detto pur ringraziando i big della direzione per quanto fatto, «c'è bisogno di un cambio di passo. Siamo stati la quintultima regione d'Italia come percentuale di voti del Pd il 26 maggio. E' evidente che qualcosa non funziona. Il congresso unitario non lo vedo un bene. La mia candidatura sarà sul tavolo, e con me porterò tutti coloro che vorranno aderirvi. La direzione fino ad ora è stata troppo condizionata da chi aveva ruoli importanti a Roma e L'Aquila. Parlo con la serenità di chi a questo partito non ha chiesto nulla e da cui non ha ricevuto nulla, se non splendide relazioni umane». (u.c.)