Pensione, anticipo ma anche nuovo lavoro

9 Febbraio 2018

La proposta dell’Upb sulle 15 categorie di attività gravose ammesse all’assegno di vecchiaia con requisiti ridotti

ROMA. La sospensione dell'aggancio dell'età pensionabile all'aspettativa di vita, così come prevista dalla legge di bilancio 2018 per 15 categorie di lavori gravosi e usuranti, riguarderà una platea via via più ampia di lavoratori - da poco meno di 15.000 soggetti nel 2019 a 20.900 nel 2027 - con un costo per le finanze pubbliche crescente da 100 milioni di euro del 2019 a 176,4 milioni del 2023 e poi in progressiva riduzione sino a 166,2 milioni nel 2027.
Sono i calcoli dell'Upb, l’Ufficio parlamentare di bilancio, che, rielaborando i dati contenuti nella relazione tecnica della manovra, stima, considerando anche le norme del decreto legislativo 67/2011 (sui lavori usuranti) e della legge di bilancio 2017, potranno accedere alla pensione con requisiti ridotti un numero di lavoratori che va da poco più di 51.000 nel 2019 a 62.800 nel 2027.
In un Focus dedicato al tema, l'Ufficio parlamentare di bilancio invita ad una riflessione sull'attuale sistema di agevolazioni alla pensione, spiegando che anziché puntare esclusivamente al pensionamento anticipato per alcune categorie, si potrebbero in alcuni casi sperimentare riallocazioni dei lavoratori, ad un certo punto della carriera, verso mansioni meno gravose, ma che richiedono comunque esperienza. «Specifici accordi tra lavoratore e datore di lavoro», si legge nel Focus dell’Upb, «potrebbero introdurre la possibilità a un certo punto della vita lavorativa di svolgere funzioni meno gravose per le quali l’esperienza sia elemento strategico e fonte di esternalità positive sui processi produttivi. In maniera più generale, un mercato del lavoro più flessibile nella fase terminale delle carriere potrebbe consentire ad alcune tipologie di lavoratori di svolgere la propria attività in modalità ridotta (part-time orizzontale e/o verticale, smart working) e contemplare, tra le funzioni, una posizione specifica per la trasmissione del know-how ai più giovani. Una organizzazione del lavoro più flessibile permetterebbe di ridimensionare la portata di deroghe ed esenzioni nel loro complesso, consentendo di focalizzare gli sforzi sulla casistica più rilevante e urgente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.