Pensione integrativa, la guida facile sul Centro

30 Marzo 2016

Oggi in edicola con il giornale lo speciale per orientarsi con fondi, prestazioni, rendimenti, costi e vantaggi fiscali

In aprile cominceranno ad arrivare nelle case degli italiani le famose buste arancioni dell’Inps, grazie alle quali ogni lavoratore potrà conoscere in anticipo l’entità della propria pensione. Tutti gli esperti concordano con il fatto che la lettura delle buste arancioni spingerà molti italiani ad aderire a un fondo pensionistico, cioè ad avviare il meccanismo per poter avere, raggiunta l’età del ritiro dal lavoro, una pensione integrativa, cioè un assegno di scorta. La ragione sta nel fatto che le nuove regole di calcolo delle pensioni, quelle con il metodo contributivo, saranno molto penalizzanti rispetto al vecchio sistema retributivo basato sugli stipendi delle ultime annualità, quindi sugli stipendi migliori. Per mantenere un tenore di vita il più vicino possibile a quello del periodo lavorativo, occorre farsi una pensione di scorta che integri il reddito. Molti lavoratori sono già iscritti a un fondo pensione negoziato, dovuto ad accordi nazionali, di settore o di azienda. Si tratta di quei lavoratori che hanno deciso di versare il Tfr al fondo, al quale verranno aggiunti il contributo del datore di lavoro e i contributi personali e volontari che il lavoratore deciderà di versare. Ma il mercato offre anche altri tipi di fondi come i fondi aperti e i Piani individuali pensionistici delle società di assicurazione, in genere più vantaggiosi anche se più costosi. Lo speciale del Centro che oggi, giovedì 31 marzo, uscirà in edicola con il giornale, è una guida facile per orientarsi in questo mondo complesso: tipi di fondi, prestazioni, rendimenti, costi, vantaggi fiscali. Una guida necessaria per tutti i lavoratori e soprattutto per i più giovani che devono subito porsi il problema di costruire una pensione integrativa per dare maggiori certezze al proprio futuro.