Per le “subordinate” scatta da venerdì l’indennizzo a forfait
Parte finalmente l’operazione di rimborso dei risparmiatori che avevano investito nelle obbligazioni subordinate delle quattro banche “risolte” nel novembre scorso, ovvero Carichieti, Popolare dell’Et...
Parte finalmente l’operazione di rimborso dei risparmiatori che avevano investito nelle obbligazioni subordinate delle quattro banche “risolte” nel novembre scorso, ovvero Carichieti, Popolare dell’Etruria, Carife e Banca Marche. Il valore dei titoli era stato azzerato con il crac dei quattro istituti, creando un’ondata di proteste a cui è seguita l’istituzione di un complicato meccanismo di indennizzo, negoziato con l’Unione europea. Si comincia dunque con il cosiddetto “rimborso a forfait”, che è limitato a chi ha denunciato un reddito lordo Irpef per il 2014 inferiore ai 35 mila euro e dispone di un patrimonio mobiliare (quindi in titoli e azioni) inferiore ai 100 mila euro. Si calcola che si trovino in queste condizioni “di non ricchezza” circa 9 mila risparmiatori, sui 130 mila che in totale erano rimasti incastrati nel crollo delle banche: costoro avranno tempo da venerdì 22 luglio fino al 28 dicembre per presentare le domande di rimborso al Fondo interbancario di solidarietà, istituito presso il Fondo interbancario di tutela dei depositi. Le richieste potranno essere inviate o tramite raccomandata o accedendo al sito web del Fondo: in ogni caso dovrà essere compilato un modulo standard e produrre una ricca documentazione che va tra l’altro dal contratto di acquisto delle obbligazioni subordinate all’attestazione degli ordini eseguiti. I responsabili del Fondo assicurano che i rimborsi avverranno entro due mesi dalla data della domanda, ma avvertono che verrà restituita (in modo forfettario, appunto) una cifra inferiore all’80% del danno subito. Il presidente, Salvatore Maccarone, intervistato da Radio 24, ha spiegato anche che il Fondo si sta attrezzando per affrontare le questioni più complicate, come le co-intestazioni dei titoli, le successioni ereditarie, le cessioni e le costituzioni in garanzia.
Tutti gli altri dovranno invece aspettare i decreti di attuazione degli arbitrati che verranno svolti dall’Autorità nazionale anti-corruzione, chiamata a decidere se effettivamente i risparmiatori sono stati truffati o, comunque, mal informati sui rischi che correvano sottoscrivendo le “subordinate”.
Interessati al rimborso in Abruzzo, oltre ai clienti della vecchia Carichieti, sono numerosi risparmiatori dell’aquilano, che avevano affidato i loro quattrini alla filiale di Pizzoli della Popolare dell’Etruria, costituendo poi un comitato per protestare dichiarandosi truffati. In numero minore sono infine i clienti di Banca Marche.

