PERCHÉ L’USB SCIOPERA SUI TURNI DELLA SEVEL
Gent.mo Direttore, le scrivo per replicare, a nome dell’Usb lavoro privato Abruzzo, ad una lettera di un vostro lettore che si stupiva del fatto che il sindacato USB proclami un altro sciopero sui...
Gent.mo Direttore, le scrivo per replicare, a nome dell’Usb lavoro privato Abruzzo, ad una lettera di un vostro lettore che si stupiva del fatto che il sindacato USB proclami un altro sciopero sui turni di straordinario chiedendo una riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, “con tutto quello che sta accadendo”. Attraverso Lei, al Sig. Franco Pietrangelo che si chiede anche se sta sognando, e a cui va tutto il nostro rispetto, vorrei dare delle informazioni che forse ignora. In Sevel spa, negli ultimi anni, si è superata sensibilmente la media di ore lavorative (straordinari compresi) rispetto alla media che in Italia è di circa 1750, in Francia 1500, in Germania circa 1400 e la media in Europa è circa 1500 ore annue. Se a ciò aggiungiamo il taglio di 10 minuti della pausa, che in un anno fanno 6/7 giorni di lavoro effettivo in più, ed il confronto con le retribuzioni in questi paesi già si potrà fare un’idea più precisa.
Nel nostro paese si va in contro tendenza rispetto a molti altri paesi europei ovvero si è scelto di ricercare la competitività attraverso più ore di lavoro, incentivazione dello straordinario con tassazione bassissima, retribuzioni basse e riduzione generalizzata di diritti, quindi aumentando lo “sfruttamento dei lavoratori”.
Il Sig. Franco citava la nostra richiesta di “turni di lavoro 4.0” ( 6 ore a turno fino al venerdì ed un turno di 6 ore al sabato mattina) ignorando da dove ha origine: la nuova rivoluzione digitale “Industria 4.0” provocherà, a breve termine, una perdita occupazionale stimata tra il 40 ed il 60%, quindi l’orario di lavoro va ridotto per arginare questa onda che sta per abbattersi sul sistema paese e che travolgerà tutti non solo i lavoratori di un’azienda come la Sevel o di un settore.
L’Usb sta portando avanti da diversi anni, con determinazione, la richiesta di riduzione dell’orario settimanale di lavoro a parità di stipendio in tutte le aziende private e pubbliche perché la riteniamo non più rinviabile, così come sosteniamo sia necessaria una legge sul salario minimo e sulla rappresentanza sindacale che sia effettivamente democratica ed infine l’aumento della tassazione sugli straordinari poiché non accettiamo che in un paese con una disoccupazione giovanile dilagante si incentivi, come non accade in nessun paese avanzato, il lavoro straordinario tassandolo meno del lavoro ordinario. Quello che ci dobbiamo chiedere è fino a che punto si debba accettare la paura di perdere il lavoro rinunciando a difendere principi democratici e moderni che hanno permesso il miglioramento delle condizioni di vita di milioni di persone. Riteniamo importante che le aziende vengano messe nelle condizioni di competere, e debbano essere sostenute, ma ciò non deve accadere continuando a scaricare tale prezzo sui lavoratori e sui diritti delle persone.
* Esecutivo reg. USB lavoro
privato Abruzzo

