«Pescara è avvisata l’Europa non rimborsa le spese per la Mannoia»

18 Agosto 2016

Paola di Salvatore fa il bilancio del Programma Ipa Adriatic «Siamo tornati a contare grazie al rigorismo e ai progetti»

BRUXELLES. «L'Abruzzo è tornato a contare in Europa, rispettando il rigorismo e le fonti tecniche dell'Unione». Ad affermarlo è Paola di Salvatore, Autorità di Gestione del Programma Adriatic IPA 2007-2013 che nel corso degli ultimi tre anni, dopo cioè le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la precedente gestione, ha dato una spinta all'utilizzo di milioni di euro messi a disposizione dall'Europa.

Tra il 2009 e il 2013 a fronte dei progetti sono stati firmati tre provvedimenti di rimborsi per 5 milioni di euro. A far data dall'insediamento dell'attuale Autorità, cioè dal marzo 2013 fino alla fine del 2015, sono stati firmati in tutto 745 provvedimenti di rimborsi per oltre 88 milioni di euro. La nuova gestione in 3 anni è passata da 16 milioni a oltre 147 milioni di avanzamento finanziario conseguito. «La Commissione europea ha apprezzato il nostro impegno e il nostro rigorismo, consentendoci di pubblicare solo pochi mesi fa il bando del "Target call Eusair" per utilizzare i fondi residui», dice la Di Salvatore, «risorse provenienti dalle nostre tasse, che non si possono lasciare inutilizzate rispedendole al mittente, ma che si devono riproiettare sui progetti».

L'Abruzzo è tornato quindi a guadagnare credibilità agli occhi dell'Unione Europea, per l'attenta gestione dei fondi IPA, utilizzati per finalità scientifiche e di cooperazione. Fondi però che secondo molti non contemplano le spese del concerto dell'artista Fiorella Mannoia, in programma sabato a Pescara nell'ambito del Coast Day, nella cornice del progetto IPA "Adriatic +". Qual è la posizione dell'Autorità di Gestione in merito?

«Con una lettera del 14 luglio scorso ho comunicato al Comune di Pescara che i cachet dei concerti non sono spese previste in un programma cross border, per evitare di creare confusione tra un momento di intrattenimento e un momento scientifico del progetto. Ho quindi chiesto che fossero separate le imputabilità delle somme. Nello specifico l'output del progetto approvato non prevedeva un evento non coerente e non inserito nell'application form.

Amo la chiarezza soprattutto quando si mette in gioco un programma così importante. E’ stato adottato il massimo rigorismo nell'imputabilità delle spese dei progetti. Tutte le somme devono essere spese in conformità con le regole tecniche del programma e devono essere validate dal first level control di riferimento. Nel caso specifico del progetto "Adriatic +" per il Coast Day, che considero di alto valore scientifico, i cachet dei concerti non sono spese previste. Se il beneficiario ritiene di voler svolgere qualche evento che impatta sul proprio bilancio ne ha piena facoltà».

A causa dello scandalo giudiziario della precedente gestione, l'Abruzzo ad oggi ha perso l'opportunità di vedersi assegnata nuovamente, da parte della Commissione europea, un'altra Autorità di Gestione di fondi europei per la programmazione 2014-202, uscendo così di scena, mentre le regioni Vento, Friuli, Puglia, Marche sono state tutte riconfermate. Come una squadra che partecipa alle olimpiadi e viene squalificata perché un atleta fa uso di sostanza dopanti, così l'Abruzzo ha perso la managing authority. Che cosa ne pensa?

«Abbiamo perso molto. Tutti. La frustrazione di non aver avuto la destinazione di assegnazione di un'altra Autorità di Gestione è grande. Il più grande rammarico è che per la prima volta nella storia un programma non viene riconfermato nello stesso territorio regionale, nonostante i brillanti risultati faticosamente conseguiti. Fino al 31 dicembre tutti i programmi devono spendere e verranno ammesse tutte le procedure di spesa, di rendicontazione e chiusura, ma lo staff dell'Autorità di gestione dal 1° gennaio non sarà più operativo. Ciò potrebbe dar vita a scenari complessi.

Chi validerà le spese? Chi verificherà le irregolarità sui progetti? Abbiamo rivolto le domande a Bruxelles. La Commissione riferisce che le casse nazionali devono rispondere in caso di irregolarità. Ciò significa che l'Italia, laddove vi fossero irregolarità sui progetti, e la Commissione in fase di verifica non ammettesse il rimborso delle spese anticipate dai partner, dovrebbe farsi carico del totale delle spese per i progetti degli otto paesi coinvolti dall'IPA. Il Governo quindi può richiederne la restituzione da parte della Regione Abruzzo. E' nostra priorità difendere il bilancio della regione».

In che modo il programma ha cambiato l'area macroregionale?

«I progetti sono estremamente coerenti con gli obiettivi attesi dalla commissione Europea, permettendo la realizzazione della strategia Eusair. Ha impattato fortemente su alcuni ambiti disciplinari: sulla biodiversità, sull'impatto ambientale, sul rischio idrogeologico. Con mio rammarico troppo pochi sulla cultura. Ha permesso un grande coinvolgimento dei paesi dell'area balcanica che oggi per la Commissione rappresentano lo sbocco sull'Adriatico da parte dei governi dell'est Europa.

IPA permette la realizzazione di infrastrutture, ed è il programma più impattante che fa da traino ad altri programmi con una ricaduta sui territori. Paesi in pre-adesione si sono avvicinati fortemente perché hanno avuto un percorso di partnerariato, scoprendo nel dialogo e nello scambio di buone pratiche il vero valore. Paesi come l'Albania attraverso questi progetti hanno imparato a relazionarsi con la puntualità delle procedure europee, e a dialogare con le Istituzioni».

Quale sarà il futuro del Programma Adriatic IPA?

«La volontà è destinare il residuo milione di euro della priorità 4 (assistenza tecnica) all'intervento per i rifugiati, attraverso azioni umanitarie volte a fare fronte all'emergenza immigrazione. Volontà condivisa al forum Eusair di Dubrovnik con Cecile Kyenge.

Le azioni umanitarie si dividono in due: azioni di emergenza e integrazione.

Abbiamo richiesto alla Commissione europea di accelerare le procedure di modifica del Programma IPA per poter inserire tra le priorità il tema dell'emergenza umanitaria. Emergenza che nel 2007, anno di avvio del programma, non poteva essere prevista. La Commissione ha respinto la nostra richiesta.

L'Autorità di gestione quindi nel rispetto delle procedure sta sottoponendo agli otto Stati del programma la possibilità di spendere il residuo su una tematica che non rientra nelle priorità dell'IPA, condividendo con loro questa intenzione.

Il prossimo step sarà la firma di una convenzione con l'Alto commissario dell'Onu, che abbiamo incontrato ad Atene, per avviare una progettualità comune. Con una nota del 27 luglio la Commissione ha manifestato apprezzamento verso questa iniziativa».

Chiara Morelli

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