Pescarabruzzo, La prefettura scrive: dateci i bilanci

4 Ottobre 2017

PESCARA . Sembra impossibile visto che le rispettive sedi sono solo a poche centinaia di metri. Ma tra la Prefettura di Pescara e la presidenza della fondazione Pescarabruzzo, uno degli organismi più...

PESCARA . Sembra impossibile visto che le rispettive sedi sono solo a poche centinaia di metri. Ma tra la Prefettura di Pescara e la presidenza della fondazione Pescarabruzzo, uno degli organismi più ricchi e prestigiosi della regione, ci si parla ormai a colpi di fredde lettere ufficiali. Motivo: gli obblighi che sulle fondazioni incombono sulla base di un vecchio decreto del Presidente della Repubblica (361/2000). Tra questi, l’invio dei bilanci annuali e degli elenchi aggiornati degli organi dirigenti. Obblighi che, a scorrere la corrispondenza tra i due organismi che Il Centro ha visionato, per gli organi della prefettura non sembrerebbero essere stati rispettati.
Il fascicolo relativo alla Fondazione Pescarabruzzo presente negli archivi prefettizi è in effetti abbastanza scarno fronte della mole di documenti che dovrebbero esserci se bilanci e altre comunicazioni fossero stati negli anni puntualmente depositati. Tanto asciutto e scarno da spingere il vice prefetto aggiunto Ida De Cesaris a scrivere il 24 luglio scorso una lettera (“Oggetto: Registro delle persone giuridiche”) al “Preg.mo Presidente della Fondazione Pescarabruzzo”. Senza tanti giri di parole, la De Cesaris ricorda anzitutto che la legge ha attribuito al Prefetto “la competenza al riconoscimento delle persone giuridiche private, nonché alle funzioni di vigilanza e controllo sulle medesime”. Pertanto, “al fine di dimostrare di possedere tutt’ora un patrimonio con relative rendite e mezzi di gestione che assicurino la capacità di perseguire lo scopo”, la Prefettura invita a trasmette una serie di documenti. Quali? Copia dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi approvati nell’ultimo triennio, magari “muniti dell’allegata certificazione sottoscritta dal presidente del Collegio dei revisori, in merito alla verifica e alla veridicità delle poste in bilancio”. Quindi, l’elenco aggiornato dei componenti in carica degli organi direttivi dell’ente e del collegio dei revisori.
Non è la prima volta che la prefettura di Pescara scrive alla fondazione richiamando gli obblighi fissati dalla normativa del 2000. E’ accaduto nel 2013, ma soprattutto, nel marzo del 2006. A rispondere, dopo qualche settimana fu l’allora presidente Nicola Mattoscio, che fornì la documentazione richiesta non senza ricordare che la normativa richiamata dalla Prefettura “non risulta applicabile alla scrivente fondazione”. Secondo Mattoscio, infatti, per le fondazioni di origine bancaria il “Registro delle persone giuridiche assolve esclusivamente ad una funzione di pubblicità-notizia dei fatti iscritti” ai sensi del Dpr del 2000. Bilanci e altra documentazione loro la mandano invece annualmente al ministero dell’Economia e finanze.