Pettinari: «La Regione salvi le indennità alle guardie mediche»

11 Febbraio 2020

Il consigliere M5S indica la strada: «Annullare la delibera del 2017 che le sospende e adottarne un’altra. Subito»

PESCARA. La Regione è ancora in tempo per salvare le indennità di rischio delle guardie mediche, «ma deve agire immediatamente». Lo afferma il vice presidente del Consiglio regionale, Domenico Pettinari (M5S), dopo la notizia delle sentenze di appello che hanno dichiarato illegittima l’indennità di 4 euro l’ora che era stata sospesa nel 2017. Alla sospensione dei pagamenti le Asl avevano accompagnato anche la richiesta di restituzione delle somme percepite dal 2006, somme che oscillano tra i 30mila e i 50mila euro per ogni medico coinvolto.
«A mettere in ginocchio le guardie mediche abruzzesi», dice Pettinari, «è stata una delibera della scorsa Giunta regionale e l’incapacità di rimediare all’errore commesso, sia dall’ex assessore alla sanità di centrosinistra, che dall’attuale assessore di centrodestra. Lo abbiamo sempre detto che la strada percorsa era quella sbagliata e oggi i fatti ci danno ragione». Secondo Pettinari l’iter che ha accompagnato la vicenda, sin dai primissimi passi, «è risultato completamente errato. Il M5S aveva tracciato l’unica strada normativa da percorrere: per annullare la famigerata delibera doveva esserne emanata immediatamente un’altra che revocasse la precedente e autorizzasse le indennità. Poi si doveva emanare una legge che contenesse la sanatoria delle indennità pregresse ma, cosa importantissima, specificasse le motivazioni sul perché queste somme dovevano essere erogate. Motivazioni palesi come i servizi aggiuntivi, il trasporto 118, e la copertura di servizio nelle festività. E non parlando di un regime forfettario, che sarebbe stato impugnato da qualsiasi ente preposto al controllo. Queste mancanze hanno portato all’attuale situazione».
Un epilogo triste, osserva l’esponente M5S, «e il fatto di aver ragione non è una consolazione, perché stiamo parlando della vita di tanti medici abruzzesi che lottano da anni per il loro diritto a lavorare con delle tutele che dovrebbero essere riconosciute. Infatti l’indennità, ritenuta utile nel 2006 dall’allora giunta Pd, avrebbe dovuto colmare tutte le carenze relative alla sicurezza sul posto di lavoro. Stiamo parlando di medici di continuità assistenziale, ovvero quel personale che lavora nelle guardie mediche che sono aperte tutta la notte e nei giorni festivi. In Abruzzo rappresentano un valore aggiunto irrinunciabile, soprattutto in quelle aree interne che sono poco servite dagli ospedali maggiori e che risultano ancor più isolate dalle politiche di depotenziamento e chiusura che hanno investito i grandi ospedali d’Abruzzo».
La partita, tuttavia, secondo Pettinari non è ancora persa. «La giunta » conclude indicando la possibile strada, «può ancora emanare la delibera che annulla la precedente e provvedere ad una legge che specifichi le singole voci che vanno a giustificare il pagamento dei 4 euro l'ora aggiuntivi». A patto che si agisca subito.