Piano regionale delle cave Via libera dopo 34 anni

Mazzocca: «Lo strumento privilegia il completamento delle attività esistenti» Più attenzione al risparmio di suolo e al ripristino delle matrici ambientali
PESCARA . Ci sono voluti più di 30 anni, da quel lontano 1983, quando fu varata la norma regionale che disciplinava le attività estrattive in Abruzzo, per dare piena operatività allo strumento legislativo. Ora la Regione ha adottato il Piano delle attività estrattive (Prae), che contiene il Rapporto e la Valutazione di incidenza ambientale, uno strumento che consentirà di “governare” un settore da molti anni sorvegliato speciale: da un lato, per l’aspetto ambientale e le legittime esigenze di conservazione della natura, dall’altro per le sue implicazioni di carattere economico. A darne notizia è stato il sottosegretario alla Presidenza della Regione, Mario Mazzocca. La procedura per la realizzazione del Prae ha preso il via nel 2015, mentre il tavolo tecnico si è insediato nel 2016 per giungere alla definizione degli elaborati.
LA SOSTENIBILITÀ. L’adozione del Piano ha spiegato Mazzocca, «rappresenta un nuovo importante tassello del mosaico che l’esecutivo regionale ha disegnato nella prospettiva dell’economia circolare, ispirandosi ai principi della sostenibilità economica, sociale e ambientale. La sua coerenza con la Carta di Pescara e il Piano di gestione integrata dei rifiuti, che hanno al centro il principio della sostenibilità, del riuso e del risparmio del suolo», sottolinea Mazzocca, «rappresenta una chiara indicazione sulla strada che l’economia abruzzese deve perseguire negli anni a venire».
RIPENSARE IL TERRITORIO. Si tratta, ha aggiunto il sottosegretario alla presidenza della Regione, del decimo strumento di pianificazione territoriale prodotto dall’attuale governo regionale. Tra questi, il Piano dei rifiuti, «che ha consentito all’Abruzzo di uscire dalla settima procedura d’infrazione europea».
CAMBIAMENTI CLIMATICI. In programma, compatibilmente con il tempo che rimane di qui alle nuove elezioni, c’è anche l’adozione del Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, «che completa un’opera di programmazione e pianificazione con pochi precedenti nella storia della nostra Regione», ha detto Mazzocca.
LE OSSERVAZIONI. Sul sito della Regione è ora disponibile tutta la documentazione, per eventuali osservazioni. «Anche in questo settore vanno praticati i dettami dell’economia circolare da realizzare attraverso il riutilizzo degli scarti, anche di altre lavorazioni comprese le demolizioni, per ottenere materiali per da utilizzare in edilizia, favorendo il rapporto equilibrato tra le attività estrattive e i reali fabbisogni dell’economia regionale», ha sottolineato Mazzocca.
SALVARE IL SUOLO. Il Piano approvato dalla Giunta, nelle intenzioni dei pianificatori regionali, «privilegia l’ampliamento e il completamento delle attività esistenti rispetto all’apertura di nuove cave, in modo da risparmiare il suolo. Inoltre sono resi molto più stringenti i vincoli per il ripristino ambientale delle cave una volta che queste abbiano esaurito la propria funzione. La normativa approvata stabilisce inoltre che tutta l’attività estrattiva dovrà essere compatibile con la tutela del paesaggio e degli altri beni comuni, come l’acqua, il suolo e l’ambiente: a tale scopo», conclude Mazzocca, «saranno posti vincoli puntuali riferiti alle condizioni specifiche di ogni sito e sarà incentivato il ricorso alle certificazioni ambientali delle attività estrattive».
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