Piccoli ospedali, la Regione vince ancora

30 Maggio 2018

Il Tar dà ragione all’assessore Paolucci: «La riorganizzazione della rete decisa in base a norme statali ed europee»

PESCARA . Si chiude con un altro round a favore della Regione la battaglia contro il piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese. Lo ha stabilito una sentenza della prima sezione del Tar Abruzzo, che ha respinto, «in quanto infondato», il ricorso presentato dal Comitato regionale per la difesa dei presidi ospedalieri minori e punti nascita d’Abruzzo, e dal Comitato civico per la difesa del presidio ospedaliero Umberto I di Tagliacozzo. Le spese sono state compensate.
IL RICORSO. I comitati si era rivolti ai giudici amministrativi di primo grado per chiedere l’annullamento del decreto del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario, adottato con delibera numero 55 del 10 giugno del 2016, e in particolare dell’allegato A al decreto, cioè il documento che ridisegna la rete ospedaliera abruzzese.
I MOTIVI AGGIUNTI. Al ricorso principale, se n’era aggiunto un altro contro la riduzione dei posti letto (da 28 a 16) nell’unità operativa complessa di medicina riabilitativa, sempre dell’ospedale di Tagliacozzo, disposta nel 2017 per consentire al personale di usufruire delle ferie, ritenuto improcedibile per «sopravvenuta carenza d’interesse».
I COMITATI. I ricorrenti, a fondamento del ricorso principale, avevano sostenuto diverse violazioni, tra le quali quella alla legge del 2004 secondo la quale la materia è di competenza regionale, e non del commissario ad acta. Inoltre, nello strumento programmatorio, non si sarebbe tenuto in alcun conto del fatto che la struttura sanitaria di Tagliacozzo, situata in zona montuosa e con «una viabilità invernale molto difficoltosa», rappresenta un punto di riferimento per un bacino di circa 31.100 abitanti. «Ciò avrebbe dovuto far prevedere la conservazione del pronto soccorso, in quanto il presidio di Tagliacozzo», la tesi dei ricorrenti che si legge in atti, «è un punto di primo intervento con flusso di accessi superiore a 60mila».
IL COMMISSARIO. «Poiché la Regione Abruzzo era già commissariata», scrivono i giudici, «il nuovo piano di rientro volto a far cessare il commissariamento stesso, non poteva che essere adottato dal commissario ad acta. Peraltro la Giunta ha approvato il piano di riqualificazione del sistema sanitario abruzzese al fine di far cessare, con decorrenza 30 settembre 2016, il mandato commissariale. Le delibere hanno quindi fatto propria l’attività di pianificazione e programmazione sanitaria posta in essere, nell’esercizio dei suoi poteri sostitutivi, dal commissario ad acta».
STANDARD QUALITATIVI. «La riorganizzazione della rete ospedaliera regionale», scrivono ancora i giudici, è stata effettuata in base a norme statali ed europee. «Questi presidi oggetto di riconversione», in riferimento ai piccoli ospedali, «vengono ora individuati come sedi dei cosiddetti ospedali di comunità, quali strutture intermedie volte alla gestione integrata del paziente. È dunque importante sottolineare che il presidio di Tagliacozzo è stato trasformato in presidio territoriale di assistenza già con delibera del direttore generale del 27 novembre 2011. Insomma», osservano i giudici amministrativi di primo grado, «la riorganizzazione della struttura ospedaliera di Tagliacozzo, con eliminazione del pronto soccorso e l’istituzione di un punto di primo intervento, era già stata attuata dai decreti commissariali del 2010».
L’ASSESSORE. «La Regione ha programmato il massimo all’interno della cornice normativa nazionale. Pertanto», commenta l’assessore Silvio Paolucci, «laddove si volesse andare oltre quanto previsto è ormai chiaro, visti i numerosi pronunciamenti sempre a favore della Regione, che è necessario modificare la norma nazionale. Dal canto nostro continueremo a dare il massimo che l’ordinamento ci consente» .