Piccoli reporter tutti promossi

La “scuola di giornalismo” del Centro chiude col botto
Il taccuino da cronista ricevuto all’arrivo, assieme al kit del perfetto reporter, al momento dei saluti e delle foto di rito ha decine di pagine scritte fitto fitto: pensieri, appunti, autografi. E’ stata una mattinata intensa, quella di ieri al porto turistico di Pescara, con centinaia di bambini che hanno dato prova di sapersela cavare egregiamente anche con le interviste.
Su scrittura e fotografia non c’erano dubbi. Gli elaborati su alimentazione, territorio e solidarietà con cui le classi hanno partecipato al progetto, stavano già lì a testimoniare le qualità dei bambini, con un racconto puntuale e intelligente, a tratti ironico, dell’Abruzzo quotidiano. Ma è sulle domande agli ospiti della festa, che i piccoli cronisti si sono superati, meritando anche la lode. Ditino alzato e imbarazzi zero, hanno incalzato sia il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che s’è dovuto districare tra rotatorie (troppe, secondo i bambini), trivelle, elettrodotti e vandalismi, sia l’amministratore delegato di Conad Adriatico, Antonio Di Ferdinando chiamato a fronteggiare anche un «perché vendete anche cibi che fanno male?».
L’intervento sulla corretta alimentazione di Maria Calabrese, nutrizionista dell’Asl, ha dato il via ad una sfilza di domande spicce. «L’olio di palma della Nutella è pericoloso?», «E l’aspartame della Cola Zero?», «Ci sono cibi salutari meno cattivi della verdura?», «Molta carne fa male?». Dibattito aperto. Il comico Nduccio, chiamato a parlare di solidarietà, con una battuta ha dato la sua personale dieta: «Erba tutti i giorni, erbivori due volte a settimana». I neo giornalisti hanno storto il naso. Per poi chiedere un autografo.

