Polemiche? È questione di soldi
Frattelli d’Italia-An: agli eletti retribuzione alta e più collaboratori
L’AQUILA. «Chi pensa che le polemiche siano state dettate dalla nobile causa di ambire ad una rappresentanza del proprio gruppo nell'Ufficio di presidenza, deve sapere che gli appetiti in realtà erano dettati da altri motivi meno nobili ma più redditizi per i consiglieri»: il coordinamento regionale di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale irrompe sulle polemiche in Consiglio sulle nomine all’Ufficio di presidenza tra M5S, centrodestra e maggioranza.
«Uno spettacolo indecoroso sulla spartizione sistematica dei ruoli», lo definisce il Coordinamento che affonda il dito nella piaga: «L'elezione nell’Ufficio di presidenza permette, al consigliere scelto, una maggiore retribuzione e la possibilità di nominare intuitu personae un maggior numero di collaboratori. Non è un caso, infatti, che la soluzione prospettata dal Pd, per soddisfare gli appetiti dei Gruppi rimasti a bocca asciutta, è stata quella di annunciare modifiche allo statuto della Regione per permettere la nomina di un terzo consigliere segretario. Questa soluzione, proposta dal “sottosegretario” Camillo D’Alessandro», aggiunge Fratelli d’Italia-An censurando tale comportamento, «è assurda e poco razionale perché creerebbe, all’interno dell’Ufficio di presidenza, una situazione di parità tra maggioranza ed opposizione».
Anche il capogruppo di Fi Mauro Febbo dice la sua sul “contenzioso”: «Credo che il confronto con il M5s, già dalle prime battute, stia assumendo dei contorni che ricordano l'infanzia quando chi portava il pallone, se lo riprendeva se le cose non andavano bene».

